Venerdì, 15 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, denuncia il padre su Facebook: "Collaborava con la dittatura militare"

Camilo Maraboto, uruguaiano residente a Verona, ha lanciato una campagna per denunciare il suo genitore biologico dopo aver scoperto che negli anni ’70 era un militante comunista che ha aiutato il regime a perseguitare i compagni di partito

Ha deciso di dirlo al mondo intero tramite la sua pagina sul popolare social network. Camilo Maraboto, un trentenne uruguaiano che da 13 anni vive in Italia, ha lanciato una campagna su Facebook per denunciare il suo padre biologico, che non lo ha mai riconosciuto, dopo aver scoperto che negli anni ’70 era un militante comunista che è diventato un collaboratore della dittatura militare, aiutando a perseguitare i suoi stessi compagni di partito.

"Tutto su mio padre" è il titolo almodovariano della pagina creata da Camilo, che già da bambino sapeva che i suoi occhi blu non li aveva ereditato dall’uomo con il quale è cresciuto, ma solo da adulto ha scoperto la terribile verità su suo padre, ora residente in Brasile e dedicato alla diffusione del buddismo, religione alla quale si è convertito dopo il suo secondo matrimonio. "Vorrei non avere il suo sangue", scrive Camilo sulla rete sociale, spiegando che ha "scelto di non nascondere la mia testa come uno struzzo". In un’intervista telefonica con l’Ansa da Verona, Camilo racconta come dopo aver ricostruito la storia di Ricci negli anni 70 il desiderio di "vedere mio padre in faccia almeno una volta" si è trasformato nella voglia di "fargli a lui quello che lui aveva fatto ad altri: incastrarlo, smascherarlo".

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