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Verona, "deficiente, mongola, sei come un cane": botte e violenza sessuale sulla moglie 35enne

La convivenza a Cavaion era durata relativamente poco, dal 2006 al 2008 ovvero fino a quando lei non aveva deciso di tagliare definitivamente i rapporti con quell'uomo offensivo e pericoloso

Paura, offese e violenze in una casa di Cavaion. Tre anni e sei mesi. Questa la condanna ai danni di un 38enne veronese, giudicato colpevole di maltrattamenti verso la moglie di 35 anni. Le umiliazioni subite verbalmente sarebbero però andate oltre, sfociando in una violenza sessuale. Giorni e mesi terribili quelli raccontati dalla donna in tribunale. La convivenza era durata relativamente poco, dal 2006 al 2008 ovvero fino a quando lei non aveva deciso di tagliare definitivamente i rapporti con quell’uomo offensivo e pericoloso. E’ stata lei a spiegare e quindi ricostruire gli attimi drammatici che era costretta a vivere. Secondo l’accusa, come spiega L’Arena,

il marito era solito offendere la moglie con epiteti come "deficiente", "mongola", "ritardata mentale", "stupida", "non hai nulla nel cervello" e paragonandola ad un cane. C'erano poi anche aggressioni fisiche nei confronti della donna, culminate con la violenza sessuale avvenuta il 20 aprile 2008. La vittima decise di lasciare la casa coniugale pochi giorni dopo ma presentò denuncia contro l'ex tre anni dopo durante la causa di separazione una volta cambiato anche il difensore.

Nulla da fare invece per l’accusa che il marito rivolse alla 35enne, per presunte molestie telefoniche. E’ stato infatti accertato che la donna aveva fatto tre telefonate al marito immediatamente dopo aver lasciato casa e che altre chiamate provenivano da centralini di società di sondaggi.

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