Domenica, 24 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Corso Cavour

Il decreto "svuota carceri" indigna sindacati e forze dell'ordine: così c'è meno sicurezza

Massimo Colognato dell'Ugl: "La magistratura è obbligata ad applicare leggi e norme che sono solo una garanzia di impunibilità dei delinquenti. Aumenterà così la percezione di insicurezza tra i cittadini"

Il decreto sulla depenalizzazione indigna sindacati e forze di polizia. La scelta del Governo di “scontare” la pena per reati minori sta facendo discutere. Infatti, le forze dell'ordine ogni giorno arrestano malviventi, ma poi, il giorno dopo, sono costrette a rimettere in libertà quelle stesse persone. La depenalizzazione riguarda reati di furto, crimini di strada, stalking e molti altri. È chiaro che si tratta di reati di minor gravità, ma sono proprio questi a creare maggiore insicurezza tra i cittadini.

Da “L'Arena”, le dichiarazioni di Massimo Colognato dell'Ugl: "Le Forze dell'ordine vengono prese in giro ancora una volta, e sono sempre più impotenti. La magistratura è obbligata ad applicare queste leggi e norme che sono solo una garanzia di impunibilità dei delinquenti. Aumenterà così la percezione di insicurezza proprio in un momento storico come questo, dove tra attentati terroristici, furti, scippi, rapine, i cittadini chiedono sempre più sicurezza da parte delle istituzioni. Per tale motivo, secondo noi, quelle in questione non sono di certo le scelte più azzeccate in tema di sicurezza e contrasto alla criminalità". Dura anche la reazione del Sap, che fa sapere di non gradire l'attuale indirizzo governativo. Sap , infatti, si è sempre schierato contro queste manovre, “finalizzate a svuotare le carceri italiane dal sovraffollamento”. Come riporta “L'Arena”, Davide Battisti di Siulp, ha dichiarato che “l'attuale sistema carcerario è senza ombra di dubbio da rivedere e, certamente, non è svuotando le carceri (o non riempiendole) grazie a mini-indulti che si risolveranno i problemi. Occorre ragionare in termini più seri e non ricorrere a soluzioni tampone. Per fare ciò non si può non discutere dell'annosa questione della certezza della pena che, a quanto pare, nel nostro Paese non trova positivi riscontri”.

Certamente, va ridotta la mole di lavoro della magistratura, ma uguale attenzione va prestata alla sicurezza dei cittadini. Va trovata una soluzione che non vanifichi il duro lavoro che le forze dell'ordine svolgono quotidianamente, e che non metta chi delinque in condizione di reiterare reati e sentirsi “invincibile”.

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