Verona, il decreto "svuota carceri" arriva a Montorio: a piede libero venti detenuti in un giorno

Le nuove norme prevedono che il giudice non applichi la custodia cautelare in cella e nemmeno gli arresti domiciliari se è possibile che l’imputato benefici della sospensione condizionale della pena

Lo svuota carceri fa uscire 20 “ospiti” anzitempo. Sono gli effetti immediati del decreto-legge del governo approvato in Consiglio dei ministri un paio di giorni fa, in materia di sovraffollamento delle patrie galere. Per tutta la settimana i cancelli della Casa circondariale di Montorio Veronese si apriranno non per far entrare, bensì per far uscire. Le nuove norme prevedono che il giudice non applichi la custodia cautelare in carcere e nemmeno gli arresti domiciliari se è possibile che l’imputato benefici della sospensione condizionale della pena. In più il magistrato dovrà studiare “a fondo” e nel caso in cui riuscisse a prevedere che la pena non sarà superiore a tre anni non potrà decidere per la custodia in carcere ma “solo” i domiciliari. I provvedimenti “svuota-carceri”, che non hanno mai smesso di far discutere dal momento in cui sono trapelate le prime indiscrezioni, mirano a pene alternative al carcere. E solo il tempo potrà giudicare se più o meno validi: attuabili deterrenti come l’allontanamento dai famigliari, l’obbligo di firma, il divieto di dimora e quello all’espatrio. A Montorio, come spiega il Corriere Veneto, gli effetti si sono tradotti in una ventina di detenuti in meno che hanno costretto i cancellieri della sezione penale di Verona a notificare di volta in volta il via libera che arrivava dai giudici di sorveglianza.

Complessivamente, comunque, stando alle stime della stessa cancelleria penale dell’ex Mastino dovrebbero risultare «una quarantina» i detenuti che nell’arco di questa settimana verranno interessati dal provvedimento. In ogni caso, a ottenere in anticipo la libertà sono soprattutto persone finite dietro le sbarre per reati contro il patrimonio (furti e rapine, purché non a mano armata) e connessi al piccolo spaccio di droga.

Secondo la garante dei detenuti, Margherita Forestan, nell’ultimo caso rientrerebbe il 40 percento della popolazione carceraria di Montorio.

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