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Verona, fermati in auto: due cugini 40enni beccati con oltre due etti di eroina

Un controllo della polizia su Strada dell'Alpo li costringe a sottoporsi alla perquisizione dopo aver dato chiari segni di nervosismo. Droga nascosta sotto il cruscotto e anche dentro il cellulare, al posto della batteria

Traditi dal loro nervosismo, nonostante fossero spacciatori "navigati". La loro "esperienza" in materia non li ha aiutati a sviare i sospetti della polizia, che li aveva fermati durante un controllo. In auto sono emersi oltre due etti di eroina. Nei guai sono finiti dunque due cugini veronesi, Barbara e Valter Rigodanza, rispettivamente 49 e 44 anni. Le indagini hanno preso le mosse da un normale controllo, alle 18 di lunedì scorso, in Strada Dell’Alpo all’incrocio con via Torricelli.

All’interno del mezzo, un  Mercedes Classe A,  gli investigatori hanno subito riconosciuto i due noti pregiudicati per droga. Sono stati gli evidenti segni di nervosismo dei due 40enni a far sospettare che nascondessero qualcosa. Sono stati così condotti in questura per un controllo approfondito. Sembra inutile precisare che la posizione della coppia si è aggravata man mano che gli agenti proseguivano nella perquisizione. Sotto il cruscotto lato passeggero, in un involucro in cellophane nero, a forma di parallelepipedo, la polizia ha scoperto 207 grammi di eroina. L’uomo, oltre che di 600 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio, ha dovuto consegnare anche un telefono cellulare all’interno del quale erano state nascoste, al posto dell’alloggiamento della batteria, tre dosi di eroina, del peso rispettivamente di 0,76, 0,25 e 0,35 grammi. Il resto è emerso nell'appartamento in via Ognibene in cui la coppia risiede: un’ulteriore dose di eroina, del peso di 1,7 grammi, oltre che un bilancino di precisione e l’occorrente per il confezionamento dello stupefacente.

Tutta la sostanza è stata sequestrata e i due cugini sono stati arrestati per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Dopo la convalida dell'arresto, avvenuta dal giudice per le indagini preliminari, la donna è stata scarcerata mentre per l'uomo è stata disposta la permanenza in cella.

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