Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Porto San Pancrazio / Lungadige Galtarossa

Verona, cucine acquistate ma mai consegnate: 30 coppie perdono la caparra. Sfilza di denunce

All'associazione dei consumatori Adiconsum sarebbero arrivate numerose segnalazioni per un presunto raggiro sull'acquisto di costosi arredamenti. Organizzato incontro pubblico per tutelarsi e spiegare come procedere

Numerose segnalazioni giunte all’associazione di consumatori di persone che, intenzionate ad acquistare una cucina e versato l’acconto, non hanno poi ricevuto in consegna il bene, perdendo la caparra. Giunge dall’Adiconsum di Verona l’ennesima segnalazione di presunta truffa. Questo perché dei negozianti non c’è più traccia da mesi. Ne parleranno in un incontro pubblico il presidente Davide Cecchinato, e l’avvocato Miriam Falco che tutela i compratori. Il punto vendita cucine sarebbe stato infatti chiuso, senza fornire altra informazione ne’ recapito. Si tratterebbe dunque di un altro raggiro sul quale l’associazione dei consumatori vuole far chiarezza, coinvolgendo ovviamente Forze dell’ordine e Procura. Il primo passo infatti sembra quello di una denuncia di gruppo che andrà ad aggiungersi a quelle già presentate singolarmente da alcuni compratori. Non bastano dunque le auto acquistate da una concessionaria poi rivelatasi “fantasma”, a San Bonifacio, o le vendite porta-a-porta che in estate ripresentano problematiche varie. Ora anche le cucine, tra le spese più ingenti che devono affrontare le famiglie. Gli acconti in certi casi avrebbero anche raggiunto cifre consistenti, tra i 4mila e 500 e i 5mila euro.

L’appuntamento con Adiconsum è fissato giovedì 13 novembre, alle ore 18, nella sala “Pastore” della Cisl di Verona, in lungadige Galtarossa. Qui Cecchinato e l’avvocato Falco vogliono fornire gli strumenti necessari per capire come evitare brutte sorprese nel campo commerciale. Uno di questi (ma non sempre praticato vista la difficoltà nel rapportarsi con uffici giudiziari), spiega il presidente, è quello di accertarsi sulla presenza di procedure fallimentari o di messa in liquidazione delle società che fanno capo ai venditori. Prima, ovviamente, di versare l’acconto. I truffati sarebbero circa trenta coppie.

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