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Verona, studenti in corteo fino in piazza Bra: "Le scuole sono un disastro"

Il crollo del controsoffitto al liceo Montanari sfiora una professoressa e segna un nuovo allarme. In 80 città manifestazioni per far tornare i giovani "nel dibattito pubblico e politico". A Verona per strada dalle 8

La scuola ha ripreso da circa un mese ma a "benedire" l'anno scolastico ci penserà una manifestazione studentesca in circa 80 città italiane, tra cui Verona, per protestare contro il degrado e l'abbandono della scuola e dell'istruzione pubblica con lo slogan "Non c'è più tempo". Gli studenti hanno anche aderito alla manifestazione pro Costituzione indetta per sabato 12 ottobre. A Verona il punto d'incontro è stato fissato alle 8, in piazzale XXV Aprile, quello della stazione, per poi dirigersi verso il centro storico e piazza Bra. Sarebbero almeno 300 gli studenti scesi in strada.

Jacopo Buffolo, coordinatore regionale della "Rete degli Studenti Medi del Veneto", spiega che "la fortissima crisi che da anni attraversa il Paese, generando problemi economici e crescente squilibrio sociale, non dà cenni di miglioramento: il distacco dell'Italia reale dal mondo della politica è ampissimo e lo scoraggiamento nelle istituzioni continua a caratterizzare il Paese, in particolar modo tra i giovani. In una situazione di così forte tensione economica, istituzionale e sociale la risposta data dalla politica è stata assolutamente insufficiente: quello che pretendiamo noi giovani e noi studenti è tornare ad essere protagonisti del dibattito pubblico e delle politiche di rilancio di questo Paese".

Le associazione studentesche protestano anche sul grado di usura e di manutenzione delle scuole. La situazione dell'edilizia dell'Italia "è tragica: crolli e danni sono all' ordine del giorno, ma fanno notizia solo nel caso di feriti o studenti e insegnanti miracolati". Lo sottolinea la Rete degli studenti alla luce del crollo, martedì mattina, di un controsoffitto al liceo Montanari di Verona. Dal soffitto di una classe sono precipitati alcuni pezzi di gesso di oltre mezzo centimetri di spessore. L'intonaco, cadendo, ha sfiorato una professoressa che stava facendo lezione. Impietriti dietro i banchi gli studenti. Fortunatamente non ci sono stati feriti e solo la professoresa è stata portata all'ospedale per alcuni accertamenti. Ha ripreso il suo lavoro il giorno successivo all'incidente. "Il fatto accaduto - commenta Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti Medi - è di una gravità inaudita: non siamo più disposti ad accettare che studenti e insegnanti possano rischiare la vita entrando a scuola".

"Scendiamo in piazza in tutta Italia per chiedere che l'edilizia scolastica ritorni a essere al centro di interventi strutturali. Non si può giocare con la vita degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico. Questa mattina un'insegnante è stata addirittura portata al pronto soccorso per accertamenti. Un fatto gravissimo, a distanza di 5 anni dalla tragedia di Rivoli, che evidentemente ha avuto ben poco da insegnare".

IN VENETO - A Venezia hanno aderito in circa 500, protestando contro la regione per i tagli al trasporto pubblico: davanti alla Libreria Giunti gli slogan sono stati tutti contro il caro libri. Infine il corteo si è fermato davanti all'Accademia: qui gli studenti sono entrati senza pagare il biglietti per vedere la mostra su Leonardo. Nel frattempo gli studenti universitari hanno occupato una casa dell'Ater a Santa Marta così come hanno fatto tre anno fa quando in una ventina hanno preso alloggio gratuitamente in un appartamento dell'Universita' lagunare. Partecipazioni numerose anche a Padova (circa 2000 persone), a Belluno (un migliaio), a Vicenza (circa 500), a Treviso (un migliaio) e a Conegliano (500) a Rovigo (200).

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