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Verona, corteo studentesco di 800 giovani: caos in centro città. Molti denunciati

La polizia deve intervenire in forze per calmare gli animi rivoltosi dei giovani in strada. Secondo la Questura alla testa del corteo molti militanti di "Forza Nuova - Lotta studentesca". Un 19enne sottoposto a fermo

Sono finiti nei guai dopo aver partecipato a quella che doveva essere una marcia pacifica, di sfondo alle giornate di protesta nate tra i caselli di Soave e il centro città, organizzate dal "Movimento 9 dicembre". E' intervenuta la polizia, venerdì mattina, per calmare gli animi turbolenti di alcuni giovani studenti. Un corteo non autorizzato ha attraversato le vie del centro di Verona provocando momenti di tensione nonché grave intralcio e conseguente pericolo al traffico;a vigilare sui di essi poliziotti ed agenti in borghese.

Questo contravvenendo alle regole ovvero nonostante l'avviso nelle scuole, tramite i rispettivi dirigenti scolastici, che, non essendoci stato alcun preavviso alla questura, eventuali riunioni o cortei in luogo pubblico sarebbero stati considerati illegittimi. Circa 800 studenti si sono ritrovati invece in piazza Bra, desiderosi di manifestare pubblicamente la loro asserita adesione alla “rivolta”. Le Forze dell’ordine, intervenute immediatamente sul posto, si sono così dovute adoperare nel tenere a freno l’esuberanza dei giovani. Partiti in corteo verso le nove, percorrendo una semicarreggiata di corso Porta Nuova, avevano cominciato a lanciare slogan contro chi stava “distruggendo il loro futuro”. Qualcuno ha poi pensato bene di alzare ulteriormente il tiro della protesta accendendo fumogeni e petardi e lanciando uova,. Fortunatamente non sono stati registrati danni a persone o cose.

IL CORTEO - A fare da pacieri e cercare di mantenere la calma sono stati i responsabili della polizia che hanno cercato di persuadere la testa del corteo affinché la protesta non arrecasse ulteriore preoccupazione all’ordine pubblico. Secondo gli accertamenti della questura, i giovani sarebbero stati per la maggior parte aderenti al movimento “Forza Nuova – Lotta studentesca”. Il corteo ha deviato così per piazza Renato Simoni, attraversato via Valverde per fare ritorno in piazza Pradaval, dove la manifestazione si è sciolta.

Poi sono scoppiati i primi disordini: la massa di giovani, radunatasi tra i giardini Pradaval e la zona di Volto San Luca, fermamente decisa a continuare la protesta, non ha reso la vita facile alla polizia. Tra i vari gruppi infatti sono nate alcune discussioni sfociate poi in una rissa ali da provocare una rissa. Pochi i giovani, fortunatamente, coinvolti, cosicchè gli agenti sono riusciti a sedare le intemperanze.

Ma subito dopo un nuovo corteo è partito su invito di alcuni ragazzi, secondo la Questura "particolarmente agitati e desiderosi di portare la protesta sui binari ferroviari della stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova". Il cordone di polizia allestito all’istante ha impedito però l’invasione dello scalo e ha assicurato che un improvvisato blocco stradale di piazzale XXV Aprile non provocasse disagi oltremodo alla circolazione veicolare. Il corteo è poi proseguito in direzione piazzale Guardini e oltre finché non si è sciolto, spontaneamente..

INDAGINI E COLPEVOLI - Ad intervenire, successivamente, sono stati gli esperti della Digos, che hanno stilato una dettagliata informativa per il pm Federica Ormanni. Al vaglio degli investigatori sono passate le immagini filmate dal personale della polizia scientifica per segnalare i responsabili degli eventuali reati. Sono stati identificati così alcuni di coloro che avevano acceso petardi e fumogeni, nonché quelli responsabili del lancio di uova. Nei guai anche gli studenti che avevano incitato gli altri a partecipare al corteo illegale e rintracciato e identificato un 19enne. Il giovane, privo di documenti e senza alcun precedente, nel corso delle varie improvvisate si era distinto per aver fomentato gli altri nella protesta. E' stato accompagnato in questura anche perché, a più riprese, aveva insultato i poliziotti presenti, arrivando ad abbassandosi i pantaloni e mostrando i propri genitali. La polizia sostiene che non facesse parte di movimenti estremisti.

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