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La Forestale contro Tosi sui lupi in Lessinia. Il sindaco: "Non si tratta di caccia"

Il Corpo ha presentato al procuratore della Repubblica Mario Giulio Schinaia una richiesta di valutazione di legittimità del provvedimento n.41 firmato il 25 settembre dal sindaco scaligero

Non si tratta di una ordinanza per sparare ai lupi in Lessinia, ma di un documento che, tenendo conto delle crescenti preoccupazioni dei residenti, famiglie ed allevatori delle zone montane del territorio veronese, vuole dare maggiori garanzie di sicurezza alla cittadinanza”.

Questo il commento del Sindaco Flavio Tosi all’indomani della pubblicazione della sua ordinanza su “azioni verso gli animali selvatici allo stato brado che determinano pericoli per la sicurezza". "Per chi vive in città – prosegue Tosi – non è facile capire la difficile situazione venutasi a creare con la ricomparsa del lupo in alcune zone del nostro territorio. Si tratta di un animale predatore, la cui presenza diviene ogni anno più numerosa e che, con i suoi attacchi al bestiame domestico, rappresenta un problema di non facile gestione per gli allevatori. Il lupo non è scomparso per caso dalle zone urbanizzate, ma perché la sua presenza è incompatibile con quella umana. La soluzione migliore, che abbiamo già chiesto, sarebbe quella di spostare l’animale in aree più idonee e meglio controllate, ma l’istituto nazionale competente non è d’accordo. Per tanto, a garanzia della sicurezza dei cittadini veronesi, è stato redatto un provvedimento che autorizza chiunque, in situazioni di pericolo e di danno grave per sé o per altri, a difendere la propria ed altrui incolumità con l’abbattimento dell’animale selvatico aggressore. Ripeto, nessuno autorizza la caccia ai lupi – conclude il Sindaco – il Comune di Verona riconosce al cittadino la libertà di difendersi in caso di attacchi o di situazioni di pericolo; situazioni che speriamo non si debbano verificare. Chi detiene legittimamente un’arma sa come o dove poterla usare; questo vale per tutte le situazioni non solo in caso di difesa da animali selvatici”.

Ma l'ordinanza ha già suscitato le prime reazione degli animalisti e del Corpo Forestale dello Stato. Nel tardo pomeriggio di ieri, alcune decine di rappresentanti delle associazioni Oipa (Organizzazione internazionale protezione animali), Fronte ambientalista, Gaia, Enpa (Ente nazionale protezione animali) ed altre ancora hanno sfilato per protesta da piazza dei Signori a piazza Bra. "Chiediamo al sindaco Tosi quale luogo sia più pericoloso per la sicurezza delle persone. La Lessinia, dove i lupi non hanno attaccato nessuno, oppure il centro storico, dove diversi passanti si sono già beccati un cornicione addosso?", queste le provocazioni lanciate dai manifestanti che, tramite io portavoce Susanna Salaorni affermano: "Il lupo è una specie protetta, e anche la nostra associazione ha intenzione di unirsi agli ambientalisti e alle organizzazioni che intraprenderanno un'azione legale contro l'ordinanza. Il ripopolamento dei lupi sulle nostre montagne è un progetto studiato e approvato dall'Unione europea e dagli enti di governo dei territori. Mi chiedo con quale coraggio il sindaco Tosi emetta un provvedimento che, di fatto, consente agli abitanti di aprire la porta di casa e di mettersi a sparacchiare qua e là". 

Chi invece non ha perso tempo per intraprendere azioni contro l'ordinanza è il Corpo Forestale dello Stato, che già due giorni fa ha presentato al procuratore della Repubblica Mario Giulio Schinaia una richiesta di valutazione di legittimità del provvedimento n.41 firmato il 25 settembre dal sindaco scaligero. Forse lo scopo di questa azione è anche evitare la possibilità che altri comuni decidano di intraprendere la stessa strada. 

Questa valutazione inoltre, non esclude che il Corpo possa agire autonomamente. L'autorizzazione rilasciata da Tosi con il tanto discusso provvedimento infatti, esula dai suoi compiti: per sparare ad una specie protetta occorre eseguire monitoraggi ed accertamenti sulle effettive situazioni di pericolo, mansioni di competenza proprio della Forestale. Neppure legittimare l'uso delle armi pare essere un'azione nelle corde del primo cittadino, mentre la regolamentazione della caccia di particolari specie protette spetta alla Provincia. 

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