Verona, coppia aggredita con cesoia e coltello dall'ex marito violento. Peschiera nello choc

La brutale vicenda fuori da un bar dove i due avevano fatto colazione, sabato mattina. Lui li aveva affrontati armato e fatti finire all'ospedale. Lei descritta come "persona serena, corretta, attaccata al lavoro"

La sua “colpa” era quella di aver cercato altri dopo la conclusione del matrimonio con il marito. Almeno questo ciò che avrebbe pensato Ferdinand Gjeloshi, giardiniere 40enne, mentre la rabbia gli cresceva dentro. Ha aspettato di beccarla al bar con il nuovo compagno, Michele Melisse, pizzaiolo di 40 anni, e li ha affrontati entrambi. In maniera violenta e brutale, dato che ha usato una cesoia, suo attrezzo di lavoro e persino un gancio traino. Ancora una donna vittima, dunque, dei sentimenti più torbidi dell’uomo con cui stava. Suela Malica, cameriera da hotel di 35 anni, ha dovuto soccombere alla furia dell’ex marito fuori dal bar “Extrò”, a Peschiera del Garda. Un’aggressione avvenuta sabato mattina, poco prima che la donna prendesse servizio nell’albergo “Dolci colli” in via Mantova dove lavora. Secondo le ricostruzioni dei carabinieri il giardiniere, di origine albanese, sapeva che da qualche tempo i due si ritrovavano nel bar in via Tangenziale Europa, dove una volta c’era la discoteca “Ics”.

L'AGGRESSIONE - Quella terribile mattina, però, quando escono si trovano davanti Gjeloshi. In mano stringe un coltello ma con se anche una cesoia e un gancio di acciaio. Li ha aggrediti entrambi ma fortunatamente l’intervento  di alcuni testimoni hanno scongiurato il peggio. Suela e Michele sono finiti entrambi all’ospedale, alla clinica “Pederzoli” di Peschiera, con tagli e ferite multiple. L’uomo ha avuto la peggio e se la caverà con 30 giorni di guarigione: è stato lui il primo a patire la furia omicida del giardiniere albanese. Per la donna i medici si sono sbilanciati per la metà, 15 giorni. L’uomo è stato arrestato senza difficoltà dai carabinieri della Compagnia locale. Scioccante, a dir poco, è stata la notizia che si è sparsa nella cittadina gardesana, in poche ore. Come spiega L’Arena, a confessare le proprie impressioni sono stati i titolari dell’hotel:

«Ci eravamo stupiti non vedendola arrivare sabato mattina, un fatto assolutamente inconsueto per lei, poi abbiamo saputo dai notiziari quello che era successo... E in serata ci ha perfino chiamati dall'ospedale per dirci che ci avrebbe mandato il certificato medico». I datori di lavoro di Suela faticano a mascherare l'emozione. «Nonostante le sue condizioni e quello che le era successo ci ha detto, con voce flebile, "sono all'ospedale, immagino che sappiate già quello che è successo..."». E aggiungono: «Suela è una donna riservata, serena, non ha mai lasciato trapelare nulla su eventuali problemi personali. Lavora con noi da anni come cameriera ai piani e i rapporti sono sempre stati ottimi. Il fatto che ci abbia chiamati dall'ospedale», sottolineanno i titolari dell'hotel Dolci Colli, «è un'ulteriore prova del suo attaccamento al lavoro e della sua correttezza nei nostri confronti, le auguriamo di ristabilirsi presto»… «Suela era riservata, corretta nei rapporti di lavoro, all’apparenza serena…»

All'hotel di via Mantova, immerso nel verde, conoscono bene anche Ferdinand Gjeloshi, l'uomo che ha aggredito Suela e il suo compagno all'Extrò. «Veniva sempre qui, faceva il giardiniere per la ditta incaricata di eseguire i lavori di manutenzione del giardino, per cui», allargano le braccia i titolari del Dolci Colli, «siamo rimasti a dir poco esterrefatti quando abbiamo saputo la notizia... Non ce lo aspettavamo proprio, tutti noi qui lo conoscevamo come una persona tranquilla, pacifica... Non sappiamo proprio spiegarci una cosa del genere...».

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