Cronaca Borgo Trento / Piazzale Aristide Stefani

Transgender e disforia di genere in un convegno, Tosi: "Serve una risposta legislativa"

Al convegno sulla disforia di genere svoltosi sabato 12 settembre nella sala Marani dell'ospedale di Borgo Trento, era presente anche il sindaco di Verona, che posto la questione in termini legislativi

Sabato 12 settembre si è tenuto al centro Marani, la sala congressi dell'Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, un convegno dedicato al tema della disforia di genere, organizzato dall'Ame, l’associazione medici endocrinologi, con la collaborazione del circolo Pink di Verona, l'associazione Lgbt che gestisce da 5 anni uno sportello dedicato al sostegno di coloro che intendono affrontare la transizione di genere.

Ad affrontare il tema di coloro che non si sentono appartenere al sesso con il quale sono nati sono stati vari esperti, ma ospite del convegno, per il consueto saluto istituzionale, anche il sindaco di Verona, Flavio Tosi. Come si legge sul Corriere di Verona, il primo cittadino scaligero ha puntato l'attenzione sulla questione normativa: "Spesso in Italia capita che il legislatore non sappia decidere e si vada avanti a colpi di sentenze e di battaglie in tribunale. Serve una risposta definitiva a livello normativo, che tenga conto di quanto dice la scienza. Anche per questo è importante quanto sta facendo l’Azienda ospedaliera". In particolare, Tosi si riferisce alla collaborazione degli ospedali veronesi con il Servizio accoglienza trans del Circolo Pink.

Come spiega sul Corriere l'avvocato esperto della normativa sulla transizione di genere, Giovanni Guercio: "La legge in vigore, la 164 del 1982, è molto restrittiva; è assurdo chiedere una procedura così lunga come il rito ordinario, anche per quanti non hanno famiglia". Così come confermato dal sindaco, il rischio discrezionalità del giudice è dietro l'angolo e alla fine è facile farsi inghiottire dai lunghi iter burocratici.

Sulla questione legislativa, sul Corriere di Verona, si legge anche l'intervento di Roberto Castello, medico dell’Azienda Ospedaliera e tra gli organizzatori del convegno: "Serve una risposta unitaria, cosa che finora non c’è stata. Legalmente si può intervenire solo con la maggiore età, ma l’importante è che ci siano esperti pronti ad ascoltare queste persone. Anche l’ambiente familiare è cambiato molto e c’è più apertura su questi temi".

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