Verona, concorso "sospetto" in Atv: il direttore generale Zaninelli a processo assieme ai due assunti

Con loro anche l'ex dirigente del Personale dell'azienda dei trasporti veronesi. Il reato ipotizzato è l'abuso d'ufficio. Secondo le accuse l'annuncio per il lavoro non era stato pubblicizzato abbastanza

Il direttore generale di Atv, Stefano Zaninelli (Foto web)

Lui è appena stato confermato a direttore generale di Atv. Nondimeno andrà a processo per il caso delle assunzioni “sospette”. Stefano Zaninelli si presenterà davanti al giudice assieme all’ex direttore del Personale dell’azienda dei trasporti, Giannantonio Nicolis, ora in pensione. Con loro anche altri due imputati, Vinicio Bistaffa, considerato amico di lungo corso di Zaninelli e padre del ragazzo che venne assunto ed Eva Buttura, l’altra persona che entrò in azienda rispondendo all’annuncio. Il reato ipotizzato per tutti è quello di abuso d’ufficio e per tutti il processo dovrebbe iniziare il 7 ottobre. Nessuno ha chiesto rito abbreviato o alternativo durante l’udienza preliminare. Le assunzioni “sospette” nell’azienda che gestisce i trasporti pubblici in città e provincia risalgono al luglio 2012 e secondo il pm Valeria Ardito sarebbero state violate le procedure per la scelta del personale da assumere: il giovane non avrebbe avuto i requisiti del punteggio (maturati attraverso il contratto a progetto) mentre la seconda avrebbe risposto all’annuncio poco chiaro e pubblicato sui quotidiani durante il periodo pasquale dello stesso anno. Il trafiletto non conteneva infatti il nome dell’azienda che cercava dipendenti ma, come spiega L’Arena,

si trattava di «selezione per conto di un'importante azienda pubblica di servizi operante in Verona e provincia», e la procura ipotizzò che quei due accessi fossero non regolari.

Il sospetto venne poi confermato sia dall'analisi dei tabulati telefonici (emersero numerosissimi e frequenti contatti tra Zaninelli , Bistaffa e la Buttura anche quando i tre si trovavano in posti diversi o in vacanza) sia dalle dichiarazioni del legale rappresentante della società incaricata da Atv di svolgere la selezione del personale. E cioè che Nicolis aveva dato precise indicazioni sia relativamente al quotidiano ove effettuare l'inserzione sia relativamente alla data e alla omissione del nome dell'azienda «per evitare un numero eccessivo di candidati e non illudere troppe persone».

Dopo il caso, un anno dopo, la Procura chiese e ottenne la sospensione temporanea (di due mesi) per i dirigenti coinvolti.

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