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Verona, concerti rock in Arena a rischio: "Palchi contrari al decoro del monumento"

Nel mirino soprattutto l'allestimento di Ligabue, durante le sei date in città. La Soprintendenza dei Beni: scenografie e strutture troppo larghe e alte. Via a "criteri da rispettare". Tosi protesta: "Incomprensibile"

Non ci sarebbe bisogno di scomodare Ligabue se non fosse che il suo ultimo concerto in Arena è entrato nel mirino della Soprintendenza. E una delle se canzoni contiene versi che potrebbero calzare a pennello: "Ho perso le parole". Oggetto della disputa è il palco allestito per le sei serate in piazza Bra, dal 16 al 23 settembre. L'anfiteatro ha ospitato migliaia di persone e lo show diventerà presto una raccolta dvd. Tuttavia l'ufficio che tutela i beni architettonici e paesaggistici ha deciso che d'ora in poi si dovrà passare attraverso l'autorizzazione del palco, delle luci, delle immagini. Vita dura, dunque per gli organizzatori e anche per il Comune. Per il sindaco Flavio Tosi gli eventi in Arena sono una vetrina e un "traino" per attività commerciali, per i ristoranti e gli alberghi. Opportunità economiche per tutta la città, insomma. Per il soprintendente del Veneto, Vincenzo Tinè, è necessario però guardare in primo luogo alla "sacralità del monumento". Il che dovrebbe spingere scenografi e organizzatori a ridurre ampiezza e altezza del palco nell'anfiteatro.

TOSI AFFRONTA IL SOPRINTENDENTE: "SIETE SOLO DEI BUROCRATI"

Una lettera a firma Tinè e spedita a Comune e Fondazione Arena, ha poi dato fuoco alle polveri: il palco, si legge, è "palesemente in contrasto con le caratteristiche di decoro e con le esigenze di fruizione monumentale dell’edificio". Non è difficile capire, quindi, che verranno introdotti criteri che secondo l'ufficio regionale dovranno essere "sempre rispettati". Dal canto suo il sindaco continua la battaglia contro i "veti" degli uffici di tutela dei Beni architettonici. Il problema, non indifferente, è che i concerti con gli artisti vengono programmati con mesi, anche anni di anticipo. "Come faccio io a dire loro - spiega Tosi - 'se non mi fai vedere il progetto del palco non ti do l’autorizzazione?". Secondo Tosi le motivazioni con cui vengono negate le autorizzazioni sono ridicole e danneggiano immensamente la città. "E' la differenza - spiega Tosi - tra un atteggiamento burocratico e uno di buon senso. Noi stiamo cercando di difendere la città, non siamo dei forsennati". Il sindaco ha così preso posizione contro il sovrintendente del Veneto, Vincenzo Tiné, che aveva negato l'utilizzo dell'Arena per la "Festa della fede", organizzata dalla Diocesi di Verona il 12 e 13 ottobre, e per la Veronamarathon. "Bisognerebbe pensare a quello che nuoce al monumento", precisando che il Comune "spende centinaia di migliaia di euro all'anno per il mantenimento ed il restauro dell'Arena".

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