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Verona, debiti della Regione sul Garda: i Comuni aspettano i soldi

Disegno di legge del consigliere Valdegamberi per risolvere il nodo concessioni al lago: "I canoni vadano versati al 50% dalle amministrazioni invece di prevedere rimborsi futuri che non vengono mai erogati"

Sembra proprio che per far incassare i soldi che la Regione deve ai Comuni del Garda serva una legge regionale. Non è bastato nemmeno il sollecito firmato dagli otto sindaci del litorale veronese. "Mercoledì ho presentato un progetto di legge regionale finalizzato a far si che venga finalmente posto ordine alla questione delle entrate relative alle concessioni del demanio lacuale''. Ad annunciarlo, in una nota, è Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro Popolare. Nella premessa del progetto di legge, si ricorda che "con la Legge regionale del novembre 2002, le competenze relative alla disciplina delle concessioni demaniali lacuali del lago di Garda sono state attribuite ai Comuni rivieraschi a far data dal primo gennaio 2003. In particolare, tali concessioni demaniali riguardano le sponde e le spiagge lacuali, superfici e pertinenze del lago. Si prevede, anche, che i canoni siano introitati dalla Regione e successivamente trasferiti ai comuni rivieraschi". Il progetto in esame propone, invece, che i Comuni riscuotano i canoni delle concessioni demaniali e versino entro il 30 giugno di ogni anno alla Regione una quota pari al cinquanta per cento. Rispetto alla normativa precedente resta invariata la percentuale delle somme e il vincolo di destinazione delle medesime.

SINDACI DEL GARDA CONTRO LA REGIONE: "DATECI I NOSTRI 3,6 MILIONI"

"Da sei anni la Regione ha completamente demandato ai Comuni rivieraschi del lago di Garda la gestione delle concessioni relative al demanio lacuale - precisa Valdegamberi - stabilendo per legge che alle amministrazioni locali venga girato il 50 per cento delle relative entrate, ma da allora da Venezia non è arrivato ai Comuni nemmeno un centesimo". Secondo una stima, fatta probabilmente per difetto, ognuno degli otto Comuni posti sulla riva veronese del Lago sta attendendo di incassare dalla Regione una cifra che si aggira sui 6-700mila euro. "Questa situazione è divenuta insostenibile, considerato anche il fatto che le amministrazioni comunali, che per svolgere queste attività devono investire risorse proprie e pagare propri dipendenti, si trovano nel contempo a fare i conti con ristrettezze di bilancio e patto di stabilità. La Regione trasferisca subito i soldi come impone le legge ed il Consiglio regionale approvi al più presto il mio disegno di legge, che prevede che siano i Comuni ad incassare le entrate delle concessioni, per trasferirne poi la metà alla Regione. Così avranno delle entrate che, oltre che formalmente dovute, sono certe".

Una lettera scritta dagli otto sindaci del Garda era stata spedita alla Regione a fine maggio, ma, evidentemente, non è stata recepita. Secondo le stime delle amministrazioni comunali, il Comune di Bardolino aspetterebbe circa 862mila euro, Comune di Brenzone circa 700mila euro, Castelnuovo del Garda circa 52mila euro, Garda circa 143mila euro, Lazise circa 580mila euro, Comune di Malcesine circa 400mila euro, Torri del Benaco circa 354mila euro e Comune di Peschiera del Garda con circa euro 512mila euro“

IN ALLEGATO LA LETTERA FIRMATA DAGLI OTTO SINDACI DEL GARDA

Lettera alla Regione (il testo)-2

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