Cronaca Lazise / Piazza Vittorio Emanuele

Verona, Comune di Lazise ancora nella bufera: indagine per soldi spariti dai parchimetri

Nuovo terremoto nell'amministrazione gardesana, dopo i guai che avevano coinvolto il responsabile dell'Ufficio tecnico, la commissione Edilizia e il capo dell'Economato. Occhi puntati su un presunto impiegato "infedele"

Non c’è pace, nel Comune di Lazise, travolto da quest'estate da perquisizioni e indagini. Non bastassero le inchieste di alcuni mesi fa che avevano coinvolto il responsabile dell’Ufficio tecnico, Giuseppe Zanini, quelle rivolte alla commissione Edilizia, e quella carico del responsabile dell’Economato, Mauro Antonelli, ora le notizie riguardano un altro impiegato dell’Ufficio ragioneria dell’amministrazione gardesana. Un nuovo caso giudiziario potrebbe far luce su presunte sottrazioni di denaro dai parchimetri sparpagliati per il territorio comunale.

L’impiegato farebbe parte del settore Contabilità, già colpito, lo scorso luglio, dalle indagini dei carabinieri di Lazise coordinati dal pm Valeria Ardito. I militari seguono il caso "parchimetri" da agosto, dopo le diverse segnalazioni dei cittadini alla polizia municipale sugli apparecchi non funzionanti. La Procura ha deciso poi di andare a fondo della questione e si è arrivati al sequestro delle schede Cpu delle colonnine e successivamente all'acquisizione di documentazione. Dal municipio sarebbero quindi usciti interi scatoloni contenenti gli scontrini dei parcheggi dal 2007 ad oggi a chiarire eventuali "incongruenze" con la cifra messa a bilancio. Ogni anno il Comune incassava tra i 700mila e gli 800mila euro annui, solo dai parcheggi. Indagini anche per verificare la posizione di altri dipendenti potenzialmente coinvolti nella vicenda. L'ipotesi di reato sarebbe dunque quella di peculato, ossia l'appropriazione indebita da parte di un incaricato di pubblico servizio.

Il settore Economato era stato coinvolto in estate da una vicenda simile. In quel caso “a sparire” erano stati 75mila euro, nientemeno che dal bilancio comunale. Come spiega il Corriere Veneto, l’indagato Antonelli aveva negato ogni addebito già in sede del primo interrogatorio. Il beneficio del dubbio gli era stato concesso dal sindaco Luca Sebastiano, che aveva scelto di farlo rimanere alla guida dell’Economato.

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Caso diverso invece per quanto riguarda Zanini, il responsabile tecnico del Comune, colui che seguiva lavori e appalti. Il primo cittadino, appena insediatosi, aveva deciso di rimuoverlo dall’incarico. A giugno Zanini era stato accusato di truffa, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. Un terremoto dietro l’altro, un grattacapo continuo per Sebastiano, come spiega il quotidiano locale:

“Abbiamo trovato una nave piena di buchi che imbarcava acqua da tutte le parti. Abbiamo dovuto sistemare tutti gli uffici, attraversati da ogni sorta di indagine della magistratura. Abbiamo trovato persino il funzionario dell'anagrafe che si occupava di commercio, la dirigente della segreteria che si occupava dei vigili e abbiamo dovuto cambiare il segretario comunale”

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