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Verona, cocaina e hashish per la "movida" del lungolago: un giro d'affari da 240mila euro al mese

Centinaia di contatti tra giovani studenti, liberi professionisti, operai. In manette tre trafficanti marocchini tra i 30 e i 42 anni. Le indagini portano a Verona, dove si rifornivano, passando per Mozzecane e Isola della Scala

Cocaina e hashish in grandi quantità, per un giro d'affari da 240mila euro al mese. Sono questi i dati principali dell'operazione condotta dai carabinieri di Mantova che hanno fatto scattare le manette ai polsi di tre cittadini di origine marocchina, tutti disoccupati: Aziz El Quarni, 30 anni, residente a Isola della Scala, Abdenour Haroufa, 35 anni di Castelbeforte (Mantova) e il 42enne Abelmajid Nassib, ufficialmente residente a Mozzecane. Sono ritenuti i responsabili di un'organizzazione che dalla provincia lombarda si riforniva in quella veronese. Clienti prediletti dello smercio erano i giovani che affollavano i locali del lungolago gardesano.

A loro i carabinieri sono arrivati dopo intercettazioni ambientali e telefoniche, appostamenti e pedinamenti durate oltre un anno. Secondo le ricostruzioni degli investigatori erano frequenti i contatti dei tre con i paesi del Mantovano, a ridosso del versante veronese. Secondo quanto riferito dai carabinieri, riuscivano a smerciare fino a 3 etti di cocaina alla settimana.

Si è potuto risalire, da settembre 2012, alle operazioni di traffico anche a Isola della Scala e Mozzecane oltre che a Marmirolo, Bigarello, Goito e San Giorgio e a Mantova città. Più di un'ipotesi, dato che gli accertamenti sono ancora in corso, è quella secondo cui gli spacciatori si rifornissero di cocaina e hashish a Verona. Non solo giovani che animavano la "movida" del lago: i tre marocchini, sfruttando una rete di quasi duecento contatti, vendevano droga a studenti, liberi professionisti e anche operai. Nel corso delle indagini, lo scorso 16 agosto, era finiti in manette anche un quarto marocchino, Hafid Fakkar, 36enne di Mantova e già pregiudicato. Gli avevano trovato due chili di hashish, suddivisi in panetti. Gli ultimi membri dell'organizzazione, sono stati arrestati e trasferiti in carcere. L'accusa per loro è di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

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