menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Foto web

Foto web

Violenza, clacson nel traffico e scatta la follia: conducente scende e le sbatte la portiera sulla testa

Trauma cranico, devitalizzazione di 4 denti e grave choc: questo l'esito dell'aggressione in pieno giorno a San Massimo per la quale un 58enne imprenditore veronese è stato condannato a tre anni e sei mesi e a un maxi-risarcimento

Un colpo di clacson in mezzo al traffico e una serie di insulti hanno fatto solo da preambolo al dramma che poi è sfociato. Un aggressione a San Massimo, all’incrocio tra via San Marco e via Don Giacomo Todeschini: una donna di 47 anni di Brescia al volante di un’auto si era fermata al semaforo e stava proseguendo sulla destra per svoltare quando una Land Rover che prima l’aveva affiancata a sinistra aveva fatto una manovra brusca, superandola e tagliandole la strada. Colpo di clacson, quasi istintivo, e poi l’ira del conducente del fuoristrada. Lui, ex imprenditore veronese di 58 anni è sceso dalla jeep, ha cominciato ad offenderla e al culmine della rabbia le ha chiuso la portiera in faccia mentre la malcapitata stava scendendo per domandare spiegazioni. A seguito dell’urto la 47enne ha riportato un trauma cranico e lesioni a quattro denti.

Per quell’episodio avvenuto il 23 maggio del 2009, Maurizio Borghetto, ora residente in Serbia, è stato condannato a tre anni e sei mesi di carcere e dovrà risarcire la vittima con 38mila euro. Un maxi-risarcimento deciso dal giudice Paola Vacca, dovuto anche allo stato d’ansia perdurante. A quel raptus di follia hanno assistito alcune persone, poi rimaste impietrite dalla violenza del gesto. In soccorso della vittima era corsa una guardia giurata, mentre alcuni passanti avevano bloccato Borghetto. Proprio le deposizioni dei testimoni hanno incastrato il 58enne che, in aula davanti al giudice, ha ammesso il diverbio contestando però la gravità dei traumi. La donna, invece, secondo perizie mediche e psichiatriche, ha subito danni notevoli alla testa e ai denti che a seguito dell’impatto avrebbero perso vitalità. In più è dovuta ricorrere a d uno psicologo per affrontare lo choc dell’aggressione in pieno giorno. Come spiega L’Arena,

“Durante il processo, il suo legale, l'avvocato Franchetti, ha provato con certificati e relazioni mediche che quell'aggressione ha provocato alla donna un forte trauma psicologico. Non esce più di casa da sola, non guida l'auto, viaggia solo in taxi e qualche volta ha crisi di panico.Nella motivazione della sentenza, il giudice Paola Vacca ha sottolineato che Borghetto non ha mai presentato le sue scuse alla vittima nè ha mai proposto una somma come risarcimento.

Infine, non ha mai collaborato con gli uomini in divisa per far luce sull'episodio. Alla fine, il giudice l'ha condannato a tre anni e sei mesi senza sospensione della pena nonostante la sua reazione fosse stata d'impeto.”

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Cultura

Gelaterie d’Italia: Gambero Rosso premia la veronese "Terra&Cuore" con Due Coni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
  • Benessere

    CBD: benefici e controindicazioni

  • Benessere

    Tremolio all’occhio, perché e come evitarlo

Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento