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Verona, le chiedono la dichiarazione dei redditi, spariscono con i gioielli: vecchi rischi e nuovi metodi

Quello che stato uno dei leitmotiv dell’inizio dell’estate, il pericolo delle truffe in abitazione, torna a farsi segnalare in città. La polizia viene allertata per due furti di contanti e oggetti in oro

Quello che stato uno dei leitmotiv dell’inizio dell’estate, il pericolo delle truffe in abitazione, torna a farsi segnalare in città, con due casi accaduti giovedì, secondo paradigmi vecchi e nuovi. La polizia di Verona tiene alta la guardia e invita perciò i cittadini a fare lo stesso e a denunciare ogni movimento o conoscenza sospetta.

Nel primo episodio, verificatosi in via Marconi intorno alle 10e20, secondo un più consueto copione, un uomo, spacciandosi per un dipendente del Comune, è riuscito a farsi aprire da un'anziana signora. Con la scusa di un controllo dell’autenticità della banconote possedute dai cittadini, l’uomo è riuscito a farsi mostrare il luogo dove l’anziana donna custodiva la busta con i contanti, circa 280 euro. Quando ormai l’uomo era già lontano, la pensionata si è purtroppo accorta che i soldi erano spariti, insieme anche a diversi gioielli.

Ma in tempo di crisi anche i truffatori si aggiornano e si adattano alle nuove situazioni, come accaduto nel secondo episodio. Intorno alle 16, infatti, due donne distinte si sono presentante in un appartamento in via Molinara, annunciando di dover verificare l’ultima dichiarazione dei redditi. L’anziana inquilina, preoccupata, le ha fatte entrare e si è sentita chiedere se nella dichiarazione avesse inserito anche i gioielli posseduti, come richiesto dalla nuova, fantomatica, normativa. E così, prelevati i diversi monili che aveva in casa, sostenendo che li avrebbero riconsegnati il giorno dopo, una volta integrata la denuncia, le due donne si sono allontanante in tutta fretta.

GLI AVVERTIMENTI - Questi ultimi due casi danno modo alla Questura di Verona di ribadire, soprattutto nei confronti delle persone anziane, il costante consiglio per questo genere di situazioni. La prima regola è non far accedere mai nessuno nella propria abitazione se non se ne conosca l’identità. A questo riguardo si ricorda che gli enti pubblici non inviano proprio personale senza un debito preavviso. In ogni caso, l’eventuale addetto deve essere munito di cartellino identificativo che è obbligato ad esibire e, tramite il quale, telefonando all’ente interessato, si può appurare la legittimità del controllo.

La seconda regola è chiamare immediatamente e senza indugio il 113 non appena uno sconosciuto ci chieda conto dei soldi o degli oggetti preziosi che custodiamo in casa. Una domanda simile nasconde sempre un tentativo di truffa.

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