Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, "chiarezza su Giacino, Parentopoli, Agec": in Comune bocciata la commissione d'indagine

Passa la proposta della maggioranza di consentire ai capigruppo la verifica approfondita in merito alle procedure seguite dagli uffici comunali dell'Urbanistica. Pd, Sel, M5S, FI e Udc a bocca asciutta: "Non c'era ragione per dire No"

Il Consiglio comunale ha bocciato la proposta di commissione d'indagine sulle indagini che stanno scuotendo i palazzi veronesi. Dal caso Giacino fino all'Agec, passando per la presunta Parentopoli e le assunzioni sospette nelle municipalizzate: nulla da fare per la richiesta presentata da Pd, Sel, Movimento 5 Stelle, Forza Italia e Gruppo Misto. Secondo le intenzioni, la commissione di indagine avrebbe dovuto svolgere, entro il termine di sei mesi, un’attività di verifica del rispetto delle disposizioni normative e una ricognizione dei procedimenti amministrativi relativi alla sicurezza alimentare e gestione del servizio di refezione scolastica, alle procedure di assunzione di personale in Aziende partecipate direttamente o indirettamente dal Comune di Verona e ai procedimenti urbanistici di particolare rilievo per la città. Il dibattito si è acceso soprattutto nel finale, quando si passa al voto: 19 voti contrari (Lega Nord e Lista Tosi), 13 favorevoli e 2 astenuti (Luigi Castelletti e il presidente del Consiglio comunale, Luca Zanotto).

Per il capogruppo Pd, Michele Bertucco “la commissione temporanea d'indagine è una previsione del regolamento del Consiglio comunale. Uno strumento essenziale per portare chiarezza a fronte di vicende gravi che hanno messo alla berlina questa amministrazione. La proposta nasceva mesi fa, ben prima dei fatti riguardanti l’ex vicesindaco Giacino. Con la bocciatura della proposta l’amministrazione ha dimostrato di temere che la commissione d’indagine, che non si sostituisce alla Procura, ma fa una verifica sugli atti amministrativi unicamente per garantire trasparenza, venisse presieduta dalla minoranza, cosa che peraltro avviene per tutte le commissioni di questo tipo”.

Per i consiglieri Movimento 5 stelle Riccardo Saurini e Gianni Benciolini “La maggioranza ha avuto anni per controllare e il risultato è stato che è dovuta intervenire la magistratura. Non ci si può fidare di questa amministrazione, a maggior ragione se vuole essere a capo di una commissione finalizzata alla verifica”. Per i consiglieri Pd Luigi Ugoli e Orietta Salemi “Si è chiesto semplicemente l’applicazione dell’articolo 14 del regolamento davanti ad una situazione grave. Esiste un fondato timore che non consente ai cittadini di mantenere intatta la fiducia data con il mandato elettorale, a cui va risposto dando piena trasparenza. Dobbiamo avere la certezza che le scelte fatte siano state prese solo con la motivazione politica e non per fini illeciti. Non c’è ragione per dire no a quello che è previsto dal regolamento del Consiglio comunale”.

Per “la commissione di indagine – aggiungono i consiglieri Pd Stefano Vallani e Damiano Fermo – consente di esercitare il diritto della minoranza di effettuare una ricognizione sui procedimenti e sui temi della trasparenza, nella previsioni del regolamento. In sette anni è mancata democrazia in città”. Per il capogruppo del gruppo misto Luigi Castelletti “entrambe le commissioni, sia quella prevista dall’articolo 14 che quella dei capigruppo hanno il fine di verificare sulle procedure amministrative per rispondere ad una richiesta di trasparenza”.

Commissione d'indagine "immotivata" invece per il consigliere di Verona civica, Alberto Zelger dato che “tutti gli atti relativi alle procedure di pianificazione territoriale sono stati visionati dagli uffici tecnici comunali che li hanno avvallati. La delegittimazione delle delibere potrebbe inoltre comportare una serie di ricorsi contro il Comune”. Sale poi il tono della discussione con il capogruppo del Movimento 5 stelle, Luca Mantovani, che ammette come “la città chiede risposte, mentre l’amministrazione minimizza. Non è importante solo il fine, ma anche il mezzo con cui si cerca chiarezza”. Per il consigliere Pd Elisa La Paglia “la maggioranza elogia la propria proposta senza spiegare perché non va bene quella della minoranza. Si tratta però di due proposte diverse. C’è tutto un sistema che ha acconsentito di fare quello di cui oggi si discute, per questo la verifica deve essere ampia”. Per il consigliere di Forza Italia Gianluca Fantoni “l’articolo 14 del regolamento prevede l’istituzione della commissione in casi di estremissima gravità, come quelli che stiamo vivendo ora. Il regolamento non prevede che a fronte di una richiesta di commissione di indagine la maggioranza possa creare una sub commissione presieduta dal presidente del Consiglio comunale”.

"AI CAPIGRUPPO" - Passa invece l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza e collegato alla delibera, che conferisce incarico alla Commissione permanente dei Capigruppo di svolgere un’approfondita verifica in merito alle procedure seguite dagli uffici comunali nell’ambito della pianificazione territoriale, dagli aspetti pianificatori a quelli attuativi, nonché a proporre alla Giunta l’adozione di eventuali azioni migliorative o correttive in tal senso. Il documento prevede che la Commissione, per lo svolgimento dei suoi compiti, possa accedere, su richiesta del presidente, a tutti gli atti, anche riservati, relativi all’oggetto dei lavori e che si avvalga, per tutta la durata dei lavori, della collaborazione di due esperti in materia giuridica, nominati dal presidente del Consiglio comunale su indicazione uno dei gruppi di maggioranza, l’altro dei gruppi di minoranza.

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