Cronaca Centro storico / Piazza dei Signori

Anche Verona è Charlie. Piazza dei Signori gremita per sostenere la libertà d'espressione

Circa 40o persone si sono trovate nel pomeriggio di ieri, spinte dalla voglia di ribellarsi a quella politica del terrore sfociata nel vergognoso attentato del 7 gennaio a Parigi

"Je suis Charlie", silenzioso ma deciso, anche a Verona si è alzato questo grido, simbolo di una libertà di parola e di espressione che non può e non deve essere soffocata. Piazza dei Signori si è animata intorno alle 16 di ieri, quando ha preso il via la manifestazione nata dall'idea di alcuni cittadini per mostrare la propria solidarietà al settimanale francese Charlie Hebdo, preso d'assalto da alcuni terroristi islamici il 7 gennaio. 
L'iniziativa ha trovato l'adesione di Movimento Nonviolento, Sel, Emergency, Consiglio Islamico, Legambiente, Comitato veronese per le iniziative di pace, Nigrizia, Rete degli studenti medi, Unione degli universitari di Verona. Grazie invece a Radio Popolare, Cgil, Cisl, Uil e Arci di Verona, è stata amplificata la portata di questa idea, giunta alle orecchie di molti veronesi. 

I muri di compensato che coprono la loggia di Fra Giocondo, che attende che venga ultimato il suo restauro, sono stati tapezzati da quelle vignette che sono diventate il simbolo di questo movimento di solidarietà che ha preso piede un po' ovunque. Tra questi c'è quello composto da tre matite e tre scritte: ieri, oggi, domani. Se la matita di oggi è spezzata, quelle di domani sono due, nate dalla prima frattura. Vignette semplici ma cariche di significato, in un momento in cui tutta l'Europa è chiamata a riflettere. 

Tra le 400 persone presenti in piazza dei Signori, c'era anche l'imam Mohamed Guerfi. Queste le sue parole al giornale L'Arena: "L'Islam è pace. Siamo qui per portare la nostra testimonianza contro ogni crimine causato dai terroristi che indossano una veste religiosa per interessi personali ed economici. Oggi, però, non possiamo dire di essere per Charlie, ha dato istigazione all'odio. Siamo, invece, per Ahmed, che da poliziotto ha perso la sua vita mentre stava svolgendo il suo lavoro. Parlo contro ogni ipocrisia, ribadendo massima solidarietà per le vittime". 
Presente anche Gianni Burato, ex Verona Infedele: "È un dovere andare avanti. Le pagine di Charlie erano anti-tutto. Si vuol far passare, invece, che questa è una lotta di religione. Ma non è così. È una lotta tra cretini integralisti di tutti i generi che non vogliono il progresso. E quindi bisogna andare avanti". 

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