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L'accesso a "Buns" in via Interrato dell'Acqua Morta (foto web)

L'accesso a "Buns" in via Interrato dell'Acqua Morta (foto web)

Verona, carni selezionate e ingredienti freschissimi: successo assicurato per l'hamburger gourmet

Fanno parlare (molto) di se' le nuove imprese di giovani veronesi che, nella propria città, lanciano la sfida ai fast food più conosciuti. Si fa largo quindi "Buns" e il "By Pietre". E ce n'è per tutti i gusti

Se per alcuni la celebre catena di fast food “McDonald’s” è una tappa irrinunciabile per un bel panino succulento, l’idea venuta ad alcuni veronesi è quella di sicuro successo. Sull’onda delle paninoteche di qualità (le chiamano “gourmet” per le materie prime freschissime e di provenienza precisa) ha aperto in città “Buns”. Si trova in via Interrato dell’Acqua Morta e punta ad accogliere tutti i palati, da quelli sopraffini che potranno gustarsi un hamburger diverso dal solito perché condito con ingredienti particolari, a quelli tradizionali e legati all’idea del fast food. Su questo termine però è meglio non soffermarsi, passando nel locale gestito da Michele Piubello assieme ad altri tre soci, tutti under 30. Non si vuole ripetere ciò che ha reso famosa la multinazionale americana con una grande “M” come insegna. Qui è tutto a chilometro zero o quasi: carni della Lessinia, ortaggi coltivati dietro porta, attenzione ai particolari e alle preferenze. Come quella riservata ai vegetariani e ai vegani. E si può parlare di gourmet quando vengono introdotte novità, per la maggior parte di origine italiana. La scoperta di “Buns” è segnalata dal Corriere Veneto, che fa parlare il cuoco Jack e la socia, Chiara Canzian (figlia di Red, cantante dei Pooh):

Il primo cucina gli hamburger «tradizionali», a base di carne. «Uso solo macinato di spalla di manzo della Lessinia, che acquisto da un allevamento di Cavalo - spiega Jack - facciamo anche hamburger di pollo, sempre della Lessinia: un trito di coscia e sovracoscia» E poi c’è Chiara, che dal padre ha ereditato il feeling con il cibo vegetariano e vegano. «Ma non uso tofu e cose simili, solo cose semplici della terra». Su dieci panini proposti, quattro sono a base di carne, tre vegetariani e tre vegani. I secondi Chiara li farcisce con stracciatella di burrata, crema di feta limone e mente, o tsatsiki. Gli ultimi con avocado, scalogno caramellato, pomodorini confit, maionese vegana. E poi c’è il pane, anzi i «buns»: «Il pane vegano è di nostra invenzione, da provare», assicura il «carnivoro» Jack.

E un’altra hamburgeria viene segnalata in città. Quella messa in piedi da due coniugi sardi trapiantati a Verona, Andrea e Emanuela Nonis. La loro azienda nel settore del marmo stava affrontando qualche difficoltà per la crisi e così si sono buttati anima e corpo nel ambiente culinario, che in Italia fa la fortuna di molti. Specialmente se c’è un’idea innovativa dietro. Come nel caso del “By Pietre”, in via Giuseppe Garibaldi. Anche in questo caso le materie prime sono tutte di qualità. La carne arriva dalla montagna (in Lessinia) e le salsine sono tutte preparate in casa. Agli hamburger alternano hot-dog e panini riempiti con gustosi arrosti. Serve tenacia per resistere e la vittoria potrà essere decretata solo dopo l’esaurimento di quella che viene vista come una “novità”. Ma intanto ci si gode il successo. Nei primi mesi di vita entrambi i locali (esiste anche il “Bigger” in lungadige Porta Vittoria) registrano il tutto esaurito. Di posti e di panini.

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