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Verona, bus e agenti della polizia penitenziaria come taxi per le atlete del volley: "Vergognoso"

La denuncia del sindacato di settore, il Sappe: l'amministrazione avrebbe richiesto 11 mezzi con relativi conducenti per trasportare le squadre che partecipano al Mondiale in programma a Verona, dal 23 settembre

Undici autobus della polizia penitenziaria con agenti a fare d'autisti delle ragazze partecipanti ai Campionati mondiali di pallavolo femminile che si terranno a Verona dal 23 settembre al 5 ottobre 2014. È quanto, secondo il Sappe, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, avrebbe disposto l'amministrazione penitenziaria con una nota diretta a otto provveditorati regionali (Padova, Bologna, Genova, Pescara, Palermo, Napoli, Cagliari e Roma) e ai quali si chiede di mettere a disposizione del Comitato organizzatore, uomini e mezzi. "Trovo che sia una cosa vergognosa usare agenti e veicoli dello Stato per il servizio taxi delle atlete e dei relativi accompagnatori, tanto più se si considera le gravi condizioni del parco automezzi nazionale della polizia penitenziaria - spiega in una nota Donato Capece, segretario generale del Sappe. Le sa queste cose il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, o le fanno a sua insaputa? Questo non è affatto un servizio finalizzato a valorizzare l'immagine dei Baschi azzurri e il nostro duro e difficile lavoro ma puramente un servizio di trasporto: assurdo, se si considera che l'uso dei mezzi andrà inevitabilmente a incidere sulla funzionalità dei medesimi".

Continua il Sappe: "Sono anni che denunciamo la fatiscenza di buona parte dei mezzi con i quali quotidianamente viaggiano le donne e gli uomini del Corpo impegnati nei servizi di traduzione e piantonamento dei detenuti e gl i stessi ristretti. Parliamo, nel 2013, di 187mila traduzioni per complessivi 368mila detenuti trasportati in tutta Italia con automezzi e furgoni verso altri carceri, aule di giustizia, visite ospedaliere, arresti domiciliari. Poliziotti penitenziari, e questo va denunciato con forza, che hanno in Italia centinaia di automezzi fermi nelle autorimesse in attesa di riparazioni che non possono essere eseguite perché mancano i soldi".

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