Verona, brutale aggressione con coltello e tirapugni su ponte Navi: il 20enne sfregiato a vita

Una delle due vittime di metà ottobre racconta la terribile notte che l'ha visto entrare nelle mire di quattro persone scese dall'auto per menare le mani dopo un alterco sulla strada. "Così mi hanno picchiato"

Con tutta probabilità rimarrà sfregiato per il resto della sua vita. Le gravi ferite riportate al viso dopo l’aggressione subita su ponte Navi, a metà ottobre, si sono rimarginate solo parzialmente. Lui, ventenne veronese, è comparso davanti agli inquirenti con l’amico, altra vittima della brutale violenza scoppiata per “futili motivi”. Sul banco degli imputati, a marzo, finiranno quattro uomini, Roberto Usai, Nicola Rudella, Riccardo Montefameglio e Andrea Morando. Dovranno rispondere di lesioni gravissime personali e due di loro, Usai e Morando, anche di porto abusivo d’arma perché avevano sfoderato coltello e tirapugni in metallo.

La vittima più grave ha raccontato la sua versione dei fatti nella denuncia, che ora passerà sotto la lente del giudice. Nel frattempo solo uno dei quattro presunti aggressori, Roberto Usai, rimane dietro le sbarre del carcere perché “evaso” dagli arresti domiciliari a cui era stato sottoposto. I due ragazzi, la notte del 17 ottobre, stavano attraversando la strada su via Leoni, diretti verso ponte Navi. Erano stati sfiorati da un’auto, una Skoda Yeti, e poi, dopo uno scambio di battute, era scoppiato il parapiglia, con i quattro a bordo scesi dalla vettura. Come spiega sull’Arena:

“Li avevo invitati a rallentare” … “Il conducente raggiungeva il mio amico e ci invitava in modo aggressivo a non fare i galli”

Dagli insulti e le offese sarebbe scoppiata ben presto la violenza.

“All'improvviso colpiva in faccia con una sberla Andrea (nome di fantasia) mentre un altro inveiva contro di me mostrandomi il coltello” … “Uno dei quattro si girava spingendomi verso il parapetto, facendomi perdere l'equilibrio. Lo sconosciuto tenendo nella mano un tirapugni cromato mi sferrava tre pugni sul viso. I colpi mi provocavano la perdita di sangue”

Poi la fuga, prima che arrivassero le Volanti della polizia.

“Gli aggressori, accortisi della perdita di sangue dal mio viso, si allarmavano e decidevano di allontanarsi. Uno di loro gettava il coltello in Adige e insieme ad un altro, mi minacciava di non prendere il numero di targa”

L'ARRESTO - I quattro responsabili sono stati tutti arrestati poco dopo, tra vicolo Corticelli e piazza Bra. Qui, pochi minuti prima, sarebbe scattata una seconda aggressione. Nel frattempo, però, era arrivata la polizia, avvertita da una delle due vittime, che becca due dei quattro aggressori in flagrante. Subito dopo al cellulare dei picchiatori avevano chiamato i due complici, quelli in auto. A rispondere, tuttavia, era stato un poliziotto che si era finto l'amico. Si erano dati appuntamento nei pressi della questura, per salire in auto e riprendere la fuga. Ad attenderli in lungadige Galtarossa, però, c’erano solo le divise. I medici, come riporta il quotidiano locale, hanno per ora diagnosticato la perdita di 4 decimi di vista al ventenne più grave. Al Pronto soccorso gli hanno dovuto curare una brutta ferita sulla fronte, che con tutta probabilità sarà una cicatrice permanente, e la fattura delle ossa del naso. Dovrà sottoporsi ad un altro intervento chirurgico per la deviazione del setto, causata dai pugni. L’amico aveva avuto una prognosi di dici giorni.

L'AGGRESSIONE DI PONTE NAVI, IL VIDEO DELLA POLIZIA

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