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Foto © Luca Signorini (per gentile concessione)

Foto © Luca Signorini (per gentile concessione)

Verona, botto nella notte sveglia il paese: tromba d'aria scoperchia la chiesa. Danni in Valpolicella

Alcuni detriti della parrocchia di San Barnaba hanno aperto un piccolo buco sul tetto di una casa vicina. Pompieri in azione dopo il fragoroso botto e un forte odore di gas. Allagamenti a Pescantina: sgomberata casa con sette persone

Una notte di paura, quella tra lunedì e martedì. L’hanno definita una “bomba d’acqua”, unita ad una tromba d’aria, quella che si è abbattuta tra Grezzana e Rosaro e i cui effetti hanno lambito anche la città di Verona. La chiesa della frazione in Valpantena è stata letteralmente scoperchiata dalle violente raffiche di vento e già si pensa alle conseguenze drammatiche che potrebbe aver avuto se per la strada o nell’edificio religioso fosse stato presente qualcuno. Invece il maltempo ha “graziato” il paese scatenandosi di notte, quando la zona era deserta. A svegliarsi di soprassalto è stato il parroco, don Ottavio Birtele, che, come spiega il Corriere Veneto, quando si è affacciato alla finestra ha notato le tegole della chiesa di San Barnaba che svolazzavano nei dintorni, con alcuni pezzi di guaina che per effetto delle folate si è alzata sbattendo ovunque i coppi di del tetto. Giù anche la grondaia.

La tromba d’aria a San Barnaba ha provocato danni in una villetta vicina, dato che alcuni detriti hanno aperto un piccolo buco sul tetto. In causa sono stati chiamati ovviamente i vigili del fuoco, soprattutto dopo aver udito un fragoroso botto nel cuore della notte e un forte odore di gas. Altri danni anche in un casolare abbandonato, situato nelle vicinanze. La chiesa non era nuova ad eventi del genere, visto che nel 2005 una tromba d’aria ne aveva messo a repentaglio la solidità. Il campanile avrebbe retto solo grazie agli interventi di rafforzamento compiuti l’anno scorso. Non è andata così invece per la chiesa della frazione di Lugo: la croce in ferro alla sommità è stata piegata in maniera preoccupante e ora bisogna agire con rapidità per mettere in sicurezza l’intero edificio, scongiurando altre violente raffiche che il maltempo potrebbe portare nelle prossime ore.

I pompieri sono intervenuti anche per il taglio di arbusti e piante che il vento ha sradicato e spezzato. Come a Stallavena, dove un albero è caduto addosso alla recinzione di una casa. Spiega L’Arena che

Monsignor Ottavio Birtele, parroco di Rosaro, rivive quei momenti: «Sono stati minuti terribili: ho avuto molta paura. Mi dispiace molto, avevamo risanato il campanile lo scorso anno in occasione del centenario della chiesa. I danni riguardano metà del tetto della chiesa, probabilmente la furia del vento è stata frenata dal comignolo del camino del riscaldamento della chiesa. Mi dispiace molto del danno provocato anche nelle altre famiglie, ma almeno non abbiamo avuto danni alle persone».

DANNI CONTINUI - Il maltempo è continuato anche nella notte successiva, spostandosi in Valpolicella. Tra martedì e mercoledì disagi e piante divelte a Pescantina e nella frazione di Filissine, così come a Sant'Ambrogio per poi ritornare in Valpantena. In entrambe le zone si sono registrate cantine allagate (a Pescantina il sottopasso di via Bardoline e in via Belvedere e in località Balconi) e strade parzialmente ostacolate da rami, sterpaglie e acqua.  Nel Veronese la grandine ha colpito i frutteti già in piena fase di raccolta per pesche e nettarine. "Difficile valutare in cifre le difficoltà, sicuramente – spiega Coldiretti – si vanno ad aggiungere ad altri eventi atmosferici che ormai caratterizzano il settore sempre più esposto alle imprevedibili e bizzarre variazioni climatiche". Altre zone colpite e tenute sotto stretta sorveglianza nell'Est Veronese, da sempre area critica quando c'è maltempo. Grandinate segnalate a Montecchia di Crosara e Monteforte d'Alpone.

I danni maggiori si sono registrati a Filissine, appunto, dove è stata sgomberata una famiglia di sette persone di origine nigerianba. L'acqua, verso l'1 di mercoledì mattina, ha allagato i seminterrati della casa, entrando dallo scivolo del garage e provocando uno smottamento. Per ragioni di sicurezza i vigili del fuoco hanno deciso di spostare la famiglia che ora alloggia provvisoriamente in un albergo. L'abitazione è stata dichiarata inagibile per rischio crolli. Violentissime raffiche di vento, da far pensare ad un'altra tromba d'aria, si sono abbattute anche nella frazione Santa Lucia di Pescantina. Nel centro del paese invece altri disagi a causa degli scarichi di acqua stracolmi. A Bosco Chiesanuova una famiglia è stata costretta a ripararsi al piano più alto dell'abitazione perchè l'acqua ha invaso le stanze del pianterreno.

La grandine e il vento hanno investito negli ultimi due giorni le campagne veronesi, causando danni di media entità a pesche, kiwi e vigneti. E' quanto emerge da una prima valutazione di Confagricoltura Verona, dove stanno arrivando parecchie segnalazioni di soci di danni causati dall'ondata di maltempo. Il direttore Luigi Bassani riferisce che mercoledì sono arrivate in sede denunce di danneggiamenti da soci di Pescantina, Bussolengo, Bardolino, Soave e Caprino Veronese. Spiega che però è presto per fare un bilancio: "Ci sono tre giorni di tempo per presentare la denuncia alle assicurazioni. E' probabile che oggi molti siano nei campi a valutare l'accaduto e ci inoltrino la segnalazione dei danni tra domani e dopodomani". Ad oggi i problemi più gravi si registrano a Boi, frazione di Caprino Veronese, dove la grandine e soprattutto le forti raffiche di vento hanno causato gravi danni ai vigneti di un'azienda associata. A Pescantina si sono verificati danni di entità media nei campi di pesche, che sono in fase di raccolta e di cachi; a Bussolengo danni di media entità alle piante di kiwi; a Soave e Bardolino a fare le spese della grandine sono state le viti. In Valpolicella l'altra notte si è verificata una "spolverata" di gradine di breve durata. A livello quantitativo, rimarca Bassani, non si registrano perdite, mentre a livello qualitativo gli eventuali danni andranno verificati nel periodo della maturazione dell'uva e della vendemmia.

ALLARME DISSESTO - In riferimento alla situazione meteorologica attesa sul territorio regionale, il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto ha dichiarato lo stato di attenzione per rischio idrogeologico su tutto il territorio regionale fino alle 8 di giovedì 26 giugno. Il bollettino emesso dall’Arpav prevede infatti la possibilità di fenomeni temporaleschi anche intensi nel pomeriggio e nel corso della notte. Lo Stato di Attenzione era già in vigore fino alla mezzanotte di mercoledì, ma è stato prorogato per altre otto ore.

Al momento non è attivata la Sala di Coordinamento Regionale in Emergenza, ma funziona 24 ore su 24 il numero verde 800 990 009 per la segnalazione di ogni eventuale situazione di emergenza.

FORTE NUBIFRAGIO A VERONA (da YouReporter.it)

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