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Verona, bambina confessa: picchiata con la cinghia. Il giudice: invenzioni

Assolta dalle accuse di maltrattamenti una 36enne di Verona, trascinata in Tribunale dopo i racconti della piccola di sei anni alle assistenti sociali. Non sarebbe escluso un sentimento di gelosia nei confronti della sorella appena nata

Picchiata, a volte con la cinghia. Spedita sulla strada per mendicare e presa persino a morsi dalla madre. Questi i presupposti che due anni fa avevano trascinato in tribunale una 36enne di Verona, genitore di una bimba di sei anni. Lunedì scorso tutte le accuse sono cadute: la piccola si è inventata tutto. O comunque non ci sono prove a riscontro dei maltrattamenti e delle vessazioni. A portare all'apertura del fascicolo in Procura erano stati gli assistenti sociali che seguivano la famiglia.

Come spiega l'Arena, i fatti contestati sarebbero avvenuti tra il marzo e il maggio del 2011. Secondo il giudice Paola Vacca, tuttavia, ci sono prove insufficienti per condannare la madre. Soprattutto perché la piccola non ha mai fornito la stessa versione dei fatti durante i colloqui con psicologi e magistrati. Aveva prima accusato la mamma ma durante i successivi incontri si era chiusa in se' stessa e non aveva più parlato. Così il giudice, in aula, ha deciso di accogliere le tesi a difesa della donna e l'ha assolta. Non sarebbe da escludere che le dichiarazioni di accusa delle bimba fossero date da un sentimento di gelosia per la nascita della sorellina.

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