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Verona, borseggi continui alla Casa di Giulietta: 4 ragazze arrestate. Tre sono incinte: tutte liberate

Conoscono la legge italiana e sanno che il giudice ha le mani legate e non può incarcerarle se si trovano in stato di gravidanza. Erano state notate da tempo: i commercianti hanno segnalato e i carabinieri in borghese le hanno sorprese

Borseggiatrici esperte, non c’è che dire. Anche previdenti: in caso di arresto sanno di non poter andare in galera, visto che aspettano quasi tutte un bimbo. Conoscono le leggi italiane e la tutela per le madri. Sono finite nei guai per il loro vizio di rubare portafogli e oggetti di valore ai turisti in visita alla Casa di Giulietta. Quattro nomadi ventenni, tutte di origine romena ma nate in Francia e Bulgaria. Tre di loro sono in stato di gravidanza e una di loro addirittura all’ottavo mese. Secondo quanto emerso sfruttavano la ressa nel più visitato dei monumenti cittadini di Verona, in via Cappello, per compiere razzie nelle borse e nei pantaloni. Così quando nel posto simbolico dell’amore i visitatori erano rivolti verso la statua dell’eroina shakespeariana o verso il noto balcone per fare una foto, loro entravano in azione da abili “mani di velluto” quali sono. Solo contanti e carte di credito sparivano dai portafogli, poi abbandonati subito dopo il colpo.

Da tempo erano state notate, anche da alcuni commercianti del centro: arrivavano in stazione a coppie, si portavano a piedi in centro e poi nel cortile della Casa. Facevano giornata così, rubando, prima di tornare a casa alla sera, nei campi nomadi di Mestre, Treviso, Bergamo e Milano. Domenica le quattro sono state fermate grazie alle segnalazioni dei negozianti che hanno fatto partire la chiamata ai carabinieri. Sulla loro strada le ragazze hanno così trovato alcuni militari in borghese che le hanno bloccate dopo che avevano rubato un iPhone e stavano mettendo mano alle borsette di altre turiste. Sono così scattati gli arresti e il processo per direttissima. È stato il comandante del Nucleo operativo di Verona, il tenente Luca Mariano, a complimentarsi con i cittadini veronesi vista la loro collaborazione. Alla fine dell’udienza gli arresti sono stati convalidati: hanno patteggiato sei mesi e 300 euro di multa. Sono state tutte liberate ma per una di loro, la 28enne all’ottavo mese, non è stata disposta la sospensione condizionale della pena perché gravata da troppi precedenti specifici.

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