Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Università / Via dell'Artigliere

Verona, il "bonus maturità" fa acqua: una veronese vince il ricorso. Il Tar annulla le graduatorie

Sentenza definitiva del tribunale veneto che ha accolto la richiesta di una studentessa di Verona, Giovanna Maria Guerrini, inizialmente esclusa dai test di Logopedia a causa della controversa interpretazione del punteggio iniziale

“Da qualsiasi parte la si prenda questa storia del numero chiuso per l’accesso all’università è un pasticcio, ma anche un segnale di poco rispetto per gli studenti e le loro famiglie. Da mesi il ministro Giannini, come da me richiesto da almeno un anno, assicura che sarà abolito. Anche stavolta però pare che alle parole non si riesca a far seguire i fatti”. Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia torna ad intervenire sulla querelle dell’abolizione del numero chiuso per l’accesso a molte Facoltà universitarie. Lo spunto è dato dalla sentenza definitiva del Tar del Veneto, che ha accolto il ricorso di una studentessa di Verona, Giovanna Maria Guerrini, inizialmente esclusa dai test di Logopedia a causa della controversa interpretazione del cosiddetto “bonus maturità”. Si tratta della prima sentenza sui test di ammissione relativi al 2013, quando il "bonus" aveva fatto insorgere ampie schiere di studenti. Dopo giorni di dibattito, il Ministero aveva fatto un passo indietro sulla decisione di un punteggio uguale per tutti. Il Tar è così arrivato ad annullare l'intera graduatoria. La studentessa veronese già ha frequentato il primo anno perchè reintegrata dopo una prima ordinanza del tribunale. Sul Corriere Veneto è stato il suo avvocato a tranquillizzare gli altri studenti dato che chi ha passato il primo test non deve temere nulla poichè i "beneficiari di un concorso non possono essere esclusi". In pratica è stato provato che la ragazza, con il bonus maturità, avrebbe ottenuto un posto in graduatoria.

Alla luce di questo fatto è arrivata dunque la "tirata d'orecchie" di Zaia: “Per una motivazione o per un’altra sono oramai migliaia i ricorsi accolti, e i pronunciamenti della giustizia amministrativa suonano come una condanna senza appello di questo sistema farraginoso. Ma è iniqua la scelta di fondo perché sbarramenti di questo genere, basati su tutto meno che sul merito, di fatto negano il diritto alla parità d’accesso ai ragazzi e la possibilità a tutti di dimostrare le loro capacità”. Sarebbero in arrivo (ma i tempi son lunghi) anche gli esiti dei numerosi ricorsi sul test di Medicina.

“Mesi fa, in piena campagna elettorale – ricorda Zaia – il ministro Giannini aveva annunciato il parere favorevole all’abolizione e l’attivazione di una commissione tecnica che valutasse diverse modalità, ma non se n’è saputo più nulla e di rinvio in rinvio i maturandi di un altro anno rischiano di dovere studiare alla cieca, senza sapere quale potrà essere il loro futuro. Non esiste: al più presto bisogna individuare un metodo basato sulle capacità dimostrate studiando e dando esami entro un periodo congruo, trascorso il quale chi non ha dato buona prova di sé, è fuori. Solo così andranno avanti i più meritevoli”.

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