Cronaca Lungadige Antonio Galtarossa

Verona, Bonfante (Pd): "Riconferme in Atv? Schiaffo all'etica". Replica: "Parla lui che prende 13500 euro"

Serrato botta-e-risposta tra l'esponente democratico in Regione e il direttore generale dell'azienda pubblica di trasporti veronese, su cui si era scatenata la polemica per la mancanza di laurea magistrale in qualità di dirigente

Si infiamma il dibattito sulle cariche dirigenziali nelle aziende pubbliche veronesi. E la lotta si completa su giornali e tramite botta-e-risposta. La richiesta di maggior trasparenza da parte del capogruppo Pd in Consiglio comunale, Michele Bertucco, aveva seguito l'attaco del congliere democratico in Regione, Franco Bonfante secondo cui "La riconferma di Zaninelli a direttore generale di Atv è assolutamente inopportuna e uno schiaffo all'etica". A stretto giro di posta ha replicato il dg Zaninelli in persona, togliendosi più di qualche sassolino dalla scarpa: "Il vero schiaffo all’etica è che una persona come Franco Bonfante che, senza lavorare, prende come vicepresidente del Consiglio regionale circa 13mila 500 euro al mese, si permetta di esprimere giudizi nei confronti di persone che lavorano, hanno vere responsabilità gestionali (non solo la possibilità di critica) e hanno un curriculum ben più sostanzioso del suo, che al Comune di Legnago ha ricoperto contemporaneamente il doppio incarico (con doppio compenso) di Segretario Generale (nominato senza concorso, usufruendo - unico allora nel Veneto - di una legge speciale) e City Manager mentre (con il dono dell’ubiquità lavorativa) faceva anche il sindaco di Cerea, e trovava il tempo anche per altri incarichi societari".

Bonfante aveva attaccato le dichiarazioni del sindaco Flavio Tosi sull'eventuale riconferma di Zaninelli: "La questione - aveva spiegato l'esponente Pd - non può essere ridotta ad una sorta di diatriba tra Pupe e Secchioni, come cerca di fare Tosi. Si parla tanto del requisito della laurea magistrale, che manca nel bando promosso Atv, perché esso è indicativo di una predisposizione, propria di Atv ma anche del sindaco, a riconfermare Zaninelli in quel ruolo. Il tema vero resta però quello dell'assoluta inopportunità che chi ha indagini in corso di un certo rilievo, e nel caso specifico sono addirittura tre, possa mantenere incarichi pubblici rilevanti"

LE INDAGINI - "La prima indagine - ha voluto spiegare Bonfante - riguarda la Parentopoli scaligera, dove Zaninelli è indagato con altri dirigenti di aziende pubbliche. La seconda riguarda due assunzioni sospette in Atv, per le quali il magistrato ha chiesto e ottenuto prima la sua sospensione per due mesi dall'incarico (aprile 2013) e poi il rinvio a giudizio (notizia di febbraio 2014). La terza indagine riguarda una turbativa d'asta sugli appalti delle pulizie dei bus che ha già portato all'arresto di 5 persone".

Nemmeno qui Zaninelli si è tirato indietro e ha risposto per le rime affermando che "quanto all’indagine che mi riguarda, non è ancora una sentenza, ma per Bonfante la Costituzione e i diritti del cittadino valgono solo quando fa comodo a lui. Per me, come Direttore Generale di ATV, parlano i risultati, che per Bonfante invece sono muti."

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