Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via del Lanciere

Bomba al tribunale di Verona: le indagini portano ad un'impronta parziale

Lunedì una telefonata di allerta ha portato ad un massiccio dispiegamento di forze all'esterno del tribunale, dove si temeva fosse piazzato un ordigno, rivelatosi poi fasullo. Ora proseguono le indagini per identificare il responsabile

Una scatoletta di plastica, qualche filo elettrico, dei magneti, delle batterie AA e del nastro isolante, oltre alla borsa che nascondeva il tutto. Questi sono gli unici elementi su cui hanno potuto lavorare gli investigatori dei carabinieri che da lunedì pomeriggio seguono ogni pista possibile per capire chi abbia potuto piazzare un falso ordigno in via del Lanciere, sulla cancellata del tribunale.

IMPRONTA PARZIALE – A distanza di pochi giorni i professionisti della scientifica dell'Arma sono riusciti a scoprire qualche indizio aggiuntivo. Proprio tra la plastica e le pile stilo, infatti, i carabinieri sarebbero riusciti a cogliere un'impronta digitale. Ma si tratterebbe di una traccia parziale, praticamente a metà, molto difficile quindi da ricollegare a qualcuno. Inoltre, e i carabinieri su questo sono estremamente cauti, la traccia potrebbe anche non appartenere al “burlone” che lunedì ha tenuto sotto scacco metà delle forze dell'ordine cittadine. Potrebbe essere stato un altro passante, del tutto incolpevole, ad aver lasciato l'impronta sulla falsa bomba, e la pista a disposizione dei militari dell'Arma potrebbe quindi essere solo un binario morto.

ALTRE IPOTESI – Dopo la telefonata di lunedì, quando una signora aveva messo in allarme la polizia per aver visto lo zainetto con dei fili sporgenti sulla recinzione del tribunale, le forze dell'ordine stanno indagando in ogni direzione possibile. Oltre all'impronta parziale, infatti, sembra che ci sia un'altra pista. Elementi ancora troppo fumosi per poter essere resi pubblici, ma che, se andassero a combaciare con la traccia parziale, potrebbero formare le prime tessere del puzzle completo. Intanto resta molto alto il rischio di emulazione, con carabinieri e polizia che temono un secondo episodio di “finto terrorismo” e si mantengono quindi in piena allerta.

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