Verona, blitz della Finanza nell'opificio: sequestrata una ditta. Blocco sanitario a 843 quintali di pasta

Fiamme Gialle in azione a Trevenzuolo e poi anche in un minimarket in zona Santa Lucia a Verona: ritirati quasi 130 chili di prodotti, in parte scaduti, e circa 180 litri di bevande, anch'essi senza le previste etichette

La pasta sequestrata nel capannone a Trevenzuolo

Nella giornata di mercoledì la guardia di finanza di Verona ha concluso un’attività principalmente orientata al contrasto del lavoro nero e irregolare, dalla quale sono scaturite numerose violazioni che vanno dal mancato rispetto della normativa sanitaria al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Si è trattato di un'operazione che ha permesso di individuare un opificio gestito da cittadini cinesi a Trevenzuolo che operava in condizioni igieniche precarie e in totale assenza del rispetto delle norme di sicurezza. All’interno dell’attività, situata nella zona industriale di San Pierino e che trattava la produzione di generi alimentari e in particolare pasta, le Fiamme Gialle della Compagnia di Villafranca hanno individuato due dipendenti “in nero”, privi del permesso di soggiorno. L’opificio era suddiviso in due aree: la principale destinata alla produzione alimentare, l’altra, che sarebbe dovuta essere adibita esclusivamente a locale caldaia, veniva utilizzata dai due cittadini cinesi anche come dormitorio. Al momento dell'intervento, il personale era intento al taglio ed al confezionamento della pasta. Parte della lavorazione veniva svolta anche in un piazzale esterno e sotto una tettoia fatiscente, in totale inosservanza delle principali norme igienico e sanitarie: addirittura alcuni animali domestici circolavano indisturbati tra i prodotti alimentari che, a breve, sarebbero andati a finire sulle tavole degli ignari consumatori.

I finanzieri hanno richiesto immediatamente l’intervento del personale Sian, Servizio per l'igiene di alimenti e nutrizione, dell’Ulss 22 di Bussolengo, sottoponendo così al fermo amministrativo sanitario oltre 843 quintali di pasta ed i macchinari utilizzati per la produzione. I locali industriali adibiti abusivamente a dormitori sono stati sottoposti a sequestro ed il titolare della ditta è stato denunciato per violazioni alle norme urbanistiche. La presenza dei due lavoratori in “nero” e l’assenza di dipendenti in regola, ha permesso ai finanzieri di richiedere ed ottenere dalla Direzione territoriale del Lavoro di Verona il provvedimento di sospensione dell’attività, immediatamente notificato. Il titolare dell’impresa è stato così denunciato a piede libero anche per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

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La tutela della leale concorrenza e della sicurezza dei consumatori è stata la priorità operativa che ha caratterizzato anche un’altra attività svolta, sempre nella giornata di martedì, nel quartiere veronese di Santa Lucia, lungo lo stradone omonimo, la Finanza in un minimarket gestito da un soggetto di etnia bengalese ha sottoposto a sequestro quasi 130 chili di prodotti alimentari, in parte scaduti e in parte privi delle indicazioni in lingua italian,  e circa 180 litri di bevande, anch’essi senza le previste etichette.

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