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Verona, bimbo di 6 anni ferito dal crollo del cornicione: la famiglia minaccia di fare causa alla Provincia

Interpellato l'avvocato che sta prendendo contatti con l'amministrazione per richiedere un risarcimento dei danni. Da una finestra si erano staccate tre pietre che cadendo avevano colpito il piccolo alle gambe

Tanta paura per un incidente che poteva costare veramente caro. Uno choc che il tempo non ha ancora fatto scomparire. E che ora grida vendetta. Sarebbero in corso le procedure di richiesta per risarcimento da parte dell’avvocato che tutela la mamma di 34 anni e il figlio di 6. Il pomeriggio di mercoledì scorso sono stati colpiti di striscio da una pietra che si è staccata dal cornicione di una finestra. Altre due sono cadute a terra mentre mamma con figli erano seduti sugli scalini del colonnato della Loggia di Fra’ Giocondo, sede del Consiglio provinciale di Verona, in piazza dei Signori.  Il bimbo di sei anni è stato raggiunto alle gambe ed è stato ricoverato e medicato al Pronto soccorso. Una “fatalità” come è stata dichiarata, su cui però ora si sta valutando l’ipotesi di risarcimento. A pochi minuti dal crollo la Provincia aveva già attivato una ditta per la messa in sicurezza. Sul posto anche i vigili del fuoco con autoscala e la polizia municipale. I genitori del bimbo sono arrabbiati. Le stesse istituzioni che si sarebbero sincerate della solidità dell’edificio storico non avrebbero fatto lo stesso per le condizioni del piccolo Francesco. L’avvocato della famiglia starebbe quindi pensando di formulare il risarcimento a carico della Provincia, proprietaria dell’edificio.

L’ente, su disposizione dell’assessore al Patrimonio, Stefano Marcolini, aveva già fatto intervenire alcuni operai che si erano già adoperati all'interno del palazzo Scaligero per mettere in sicurezza l'area. “Da anni - ha spiegato Marcolini - stiamo lavorando sullo stabile e abbiamo già speso 3 milioni di euro. Certo, siamo partiti dalle urgenze visto che la facciata della Loggia non destava alcuna preoccupazione. Auguro una pronta guarigione al bambino e alla mamma e esprimo tutto il mio rammarico. L'episodio di oggi conferma quello che dico da 5 anni, e cioè che la legge scellerata del Patto di Stabilità ci impedisce di spendere i soldi che abbiamo per la messa in sicurezza di strade, scuole e edifici. Una situazione vergognosa che ricade tutta sulle spalle degli amministratori locali, chiamati a dare risposte ai cittadini senza averne i mezzi”. Intanto la Soprintendenza dei Beni architettonici ha già invitato la Provincia a presentare, entro 60 giorni, un progetto di restauro completo del palazzo. Nelle prossime ore è atteso il risultato della perizia di alcuni tecnici.

L’avvocato della famiglia attende di sapere il danno certificato ai clienti. Nel frattempo ha inviato una lettera all’amministrazione provinciale per avvisare dell’intenzione di agire con una causa. Sarà dunque quantificato il danno e qualora non esistessero gli estremi per un accordo scatterà la querela.

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