Cronaca San Zeno / Via Massimo D'Azeglio

Verona, bimbo morto in pizzeria: quartiere e scuole nel dolore. "Ciao Jacopo ti hanno strappato a me"

Vicini di casa, amici, conoscenti, famigliari e maestre delle elementari "Messedaglia" si stringono attorno a mamma Francesca che sceglie anche Facebook per dare un saluto al suo bimbo di sei anni, scomparso sabato sera

Un intero quartiere e la scuola sconvolti dal lutto. La notizia della morte del piccolo Jacopo, sei anni, lascia un vuoto incolmabile per coloro che lo conoscevano, ci avevano parlato e o avevano visto giocare e sorridere. Come i suoi compagni di scuola, che ancora non sanno perché il loro amico sia assente. Non è ancora stato detto loro che Jacopo se n’è andato durante quella che doveva essere una festa musicale, alla pizzeria “Al bacino”, poco fuori Valeggio sul Mincio. Il momento di gioia passato con la famiglia e gli amici si è trasformato in incubo, sabato sera. Il bimbo è stato stroncato da un arresto cardiaco mentre risaliva le scale del seminterrato, dove si suonava, per tornare dalla mamma, seduta al tavolo. Pochi, tra i vicini di casa e gli amici, sono riusciti a trovare le parole giuste per descrivere il dolore. Un abbraccio, un gesto di conforto alla famiglia.

Le maestre delle scuole elementari “Messedaglia” in via Provolo, hanno ascoltato il racconto di mamma Francesca e del compagno, Manuel, che l’ha accompagnata. Anche loro, che con i bambini ci passano tante ore durante la settimana, sono incredule. Come spiega la dirigente scolastica Viviana Sette, sul quotidiano L’Arena,

“Oggi ai bambini non è stato detto che Jacopo era morto. Le insegnanti non se la sono sentita di assumersi una responsabilità simile. Ne dobbiamo parlare con i genitori” … “il bambino stava bene, per lui la mamma non aveva chiesto precauzioni particolari. È una grande tragedia, e non sarà facile far capire ai bambini quello che è successo, non riusciamo noi stessi a farcene una ragione”

Nel quartiere dove abitano, a San Zeno, in via D’Azeglio, la notizia si è sparsa immediatamente. Alcuni hanno portato personalmente le condoglianze alla famiglia, altri hanno fatto presente il loro cordoglio facendo partire una colletta per sostenere, anche con piccolo gesto la famiglia. E’ questa l’idea dei gestori del bar “Lory” Angelo e Celeste Menghisio. Ha parlato anche il nonno di Jacopo, Luciano, padre di Francesca, che sulle pagine del Corriere Veneto sceglie di non commentare la notizia circa i problemi congeniti di natura cardiocircolatoria della famiglia:

“Non sappiamo nulla. Mia figlia è distrutta dal dolore. Jacopo era un bambino bellissimo, vivacissimo e sano come un pesce. Era appena stato visitato dai medici e non avevano riscontrato alcun problema”

Francesca ha anche un’altra figlia, di due anni e mezzo. Non è dato sapere se ha già realizzato pienamente cos’è successo, quella sera. E la mamma ha scelto di salutare il suo piccolo Jacopo sulle pagine di Facebook, e il suo messaggio è uno di quelli che stringe il cuore, come riporta il quotidiano locale

“Ciao Jacopo, la mamma ti ha sempre voluto bene, sei andato via e hai lasciato un vuoto immenso. Non so come farò. Grazie per quello che mi hai dato e per quello che eri: un bambino pieno di vita che mi hanno strappato dalle mani. Proteggimi dall'alto e mandami un segnale”

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