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Verona, beccato per furti alle auto, evade dagli arresti e va dai carabinieri: "Voglio andare in carcere"

La sua famiglia, alla quale era stato affidato in regime di domiciliari, si è stancata delle sue bravate e lo ha sbattuto fuori di casa: "Ci mette in continuo imbarazzo". Il giudice non lo accontenta e lo rimette a casa dei genitori

Li avevano beccati con le “mani nel sacco” mentre svaligiavano due auto in sosta a Verona. Giovedì scorso erano intervenuti i carabinieri per arrestare un 29enne e un 30enne, entrambi di origine marocchina e con precedenti di polizia. Avevano già forzato con grimaldelli le portiere quando un passante, in via Poerio, si era reso conto di ciò che facevano e ha composto il 112. Tramite le descrizioni fornite la pattuglia li aveva individuati poco distante e li aveva fermati. Arrestati per furto aggravato e continuato, in concorso, erano stati condotti davanti al giudice del Tribunale di Veronache dopo aver convalidato l’arresto aveva disposto l’accompagnamento in carcere del 29enne e agli arresti domiciliari del 30enne. Per quest’ultimo, però, la misura cautelare ha preso una piega inaspettata. Il ragazzo a poche ore dalla decisione del giudice ha scelto di “evadere” dai domiciliari. Motivo? I suoi non lo rivolevano a casa perché le sue continue bravate avevano già messo eccessivamente in imbarazzo la famiglia agli occhi dei vicini. In più la sua famiglia, per la presenza della sorella con i bimbi, era continuamente in stato d’apprensione e agitazione.

Fatto sta che i genitori lo hanno buttato fuori di casa. Sabato scorso si è presentato volontariamente ai carabinieri per richiedere di essere rinchiuso in carcere. I militari non hanno potuto far altro se non arrestarlo per evasione dagi domiciliari. Al giudice ha spiegato che fino a poco tempo fa lavorava all’Aia di San Martino Buon Albergo ma era rimasto senza lavoro e non sapeva come tirare avanti. Per quello si era messo nei guai, assieme ad un altro connazionale. Il tentaivo non ha sortito l’effetto sperato. Il giudice lo ha rimesso agli arresti domiciliari, mentre il suo avvocato ha già presentato un’istanza per tramutare la pena in obbligo di firma quotidiano in caserma. Rischia così di evadere ancora. Fino a che, evidentemente, il giudice non lo possa accontentare e lo faccia accompagnare in cella. Al “sicuro”.

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