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Verona, becca il migliore amico a letto con la sua donna: si infuria, poi mette in atto persecuzione

Vendetta sistematica contro i due: prima con appostamenti, pedinamenti, telefonate e tempesta di messaggi. Poi con un agguato armato di coltello mentre sono da soli in auto. Arrestato. Per il giudice rimane in carcere

Ha scoperto la sua compagna a letto con il suo migliore amico. Sembra una storia che si ripete, raccontata più e più volte e che nella maggior parte dei casi ha significato immediata rottura di ogni rapporto. Se non che, stavolta, il tradito, di origine marocchina, non solo ha dato in escandescenza sul momento, ma ha pianificato un lento e ossessivo piano di vendetta fatto di pedinamenti e appostamenti, messaggi e telefonate continue. Contro entrambi: donna ed (ex) amico.

La persecuzione era sfociata, a dicembre 2013, nel divieto di avvicinamento e frequentazione degli stessi luoghi della coppia. Ma lui non ce l’aveva fatta a resistere. Così, dopo un mese, aveva già violato l’ordine del giudice mettendo in atto una violenta minaccia: si era infatti presentato davanti ai due armato di coltello mentre loro erano assieme in auto. Per quello, dopo essere stato fermato e arrestato dalla polizia, era finito in carcere, dove è ancora rinchiuso. Questo perché, come spiega il Corriere Veneto, nonostante abbia patteggiato una pena di un anno e due mesi con l’accusa, il giudice non ha ancora deciso sulla richiesta di arresti domiciliari a casa della sorella.

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