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I carabinieri mettono la parola fine al capitolo della banda del bancomat: 12 arresti

La Procura di Venezia ha dato il via alle indagini nel gennaio dello scorso anno, riuscendo finalmente a mettere le mani sul terrore delle filiali bancarie di diverse regioni

Hanno messo in allarme le banche del Veneto (Verona e provincia), Emilia Romagna (da Ravenna a Bologna, da Rimini a Forlì e Ferrara), Lombardia (Mantova e Modena) e Marche (Pesaro), ma alla fine i carabinieri sono riusciti a rintracciarli e ad arrestarli. 

Sembra quindi terminare qui l'attività malavitosa della banda del bancomat, che in un anno ha compiuto circa una quarantina di assalti a diverse filiali, causando danni per circa 2 milioni di euro. A compiere l'operazione sono stati i carabinieri di Venezia, che ieri hanno dato esecuzione a 12 ordinanze di custodia cautelare: otto arresti, tre persone ai domiciliari e un obbligo di presentazione. I componenti sono tutti italiani, residenti lungo la riviera del Brenta e nel rodigino. Secondo l'accusa, alcuni di loro sarebbero stati fermati subito dopo un colpo fatto in Toscana. 

Per compiere i furti i malviventi inserivano un scatola metallica contenente l'esplosivo nella fessura del bancomat e poi la facevano scoppiare. Le indagini della Procura lagunare hanno preso il via nel gennaio dello scorso anno e imputano alla banda ben 41 assalti a diversi sportelli. I militari dell'Arma si sono messi sulle tracce degli indagati anche sulla base di accertamenti che avevano stabilito che alcune persone già note alla forze dell'ordine nelle notti di alcuni furti avevano fatto uscite notturne prolungate da casa.

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