Verona, bagni chimici allo stadio obbligatori per gli ambulanti. Il Pd: "Così si scarica la responsabilità"

È la soluzione profilata dal Comune per evitare che la zona dello Stadio ritorni ad essere utilizzata come latrina a cielo aperto. Ma è polemica: "Nessuna concertazione con i commercianti: se vogliono vendere dovranno ubbidire"

Lo stadio "Bentegodi" a Verona (Foto web)

Partite al Bentegodi, il Comune ha deciso: ci penseranno i venditori ambulanti e i commercianti in genere ad installare i bagni chimici allo stadio. La scelta, annunciata negli scorsi giorni dall'assessore al Commercio, Enrico Corsi, è diventata ben presto una polemica politica. "Altro che sondare la disponibilità delle associazioni di categoria - ha spiegato Michele Bertucco, con la decisione di Giunta, datata 22 luglio, in mano - a differenza di quanto aveva fatto credere Corsi non c'è nessuna interlocuzione tra ambulanti e amministrazione. Quest'ultimo infatti ha già deciso tutto fin dal luglio scorso: la spesa per l'installazione dei bagni mobili verrà scaricata sulle spalle dei commercianti che dovranno adeguarsi se vogliono mantenere l'autorizzazione al commercio".

Quella dei bagni chimici era la soluzione profilata dal Comune per evitare che la zona dello Stadio ritorni ad essere utilizzata come latrina a cielo aperto. Numerose erano state le segnalazioni dei residenti per muri, cancelli e portoni imbrattati dai bisogni di presunti tifosi. Non essendo in grado di disporre di un ampio numero di cabine autopulenti, l'amministrazione è così passata a imporre ai commercianti la dotazione di alternative adeguate. "Udito il sindaco sull'argomento - si legge nel documento in Comune - si conferma la decisione di porre a carico di ogni titolare di autorizzazione al commercio su suolo pubblico allo stadio, quando opera in occasione delle partite di calcio, l'onere di installare un bagno chimico per ogni partita”.

“E' la solita storia dei due pesi per due misure – commenta il capogruppo Pd in Comune, Michele Bertucco – in piazza Indipendenza il problema della sporcizia si risolve rimuovendo tavoli e panchine mentre allo Stadio, solo in occasione delle partite, si mettono i bagni chimici. Ma perché non fissare lo stesso obbligo nei giorni di mercato? A questo punto manca solo che il Comune obblighi i commercianti a garantire forniture di Maalox agli avvinazzati”.

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“Si tratta di una idea bislacca che scarica sui commercianti le inefficienze di questa amministrazione ma non risolve il problema – rincara la dose il consigliere Pd Fabio Segattini –. Con Tosi abbiamo fatto il pieno di ordinanze a favore del decoro ma poi il sindaco, che è anche assessore alla Sicurezza, si dimentica di farle rispettare, tollerando, anzi favorendo, la creazione di zone franche all'interno della città a discapito della serenità e della sicurezza dei residenti. Le regole devono valere per tutti e dappertutto, non solo sotto la finestre del sindaco. Altrimenti mettiamo bagni mobili dappertutto”. Contro vandalismo, sporcizia e sosta selvaggia allo stadio la commissione sicurezza della terza Circoscrizione si era già espressa lo scorso febbraio, convenendo col Pd che fosse necessario aumentare i presidi della polizia municipale durante le partite di calcio.

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