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Verona, aveva rubato la bici e pestato a sangue il proprietario: appena rientra dal Marocco lo arrestano

L'aggressione subita dal 40enne Simone Basso a Nogara aveva smosso un'intera comunità e spinto il Comune a chiedere più sicurezza e pene più severe. Il 32enne marocchino ora è ai domiciliari fino al processo

Appena rientrato in paese lo hanno arrestato. È finito ai domiciliari il marocchino 32enne che lo scorso 9 giugno aveva pestato a sangue un 40enne veronese che rivoleva la bicicletta che gli era stata rubata fuori da un bar. Il caso aveva scosso tutta la città di Nogara e poiché il violento aggressore era stato rilasciato quasi subito dopo aver mandato all’ospedale l’uomo, erano nate polemiche sulla sicurezza e sulla legge italiana “che non funziona”. Ebbene, se dopo aver menato le mani si era trovato con “solo” due denunce (lesioni aggravate e furto), ora è anche agli arresti nella sua abitazione. Il 32enne aveva fatto ritorno dal Marocco dove aveva partecipato al funerale del padre. Sapeva che i carabinieri sarebbero arrivati per arrestarlo: il provvedimento era stato emanato dal giudice un mese fa ed erano partiti gli appostamenti nei pressi della sua casa. Sabato mattina, quando il marocchino è rientrato in paese per far visita ai suoi famigliari, lo hanno bloccato e condotto in caserma. Resterà agli arresti nella sua abitazione fino al processo del 15 settembre.

LA VIOLENZA - L’aggressione subita dal 40enne Simone Basso aveva smosso un’intera comunità. Erano passati pochi minuti dopo le 20 del 9 giugno, quando l’uomo si era accorto che bici incatenata poco distante dal “Bon bon” di via Maso era sparita. Aveva chiesto di visionare le immagini della telecamera del locale e da cui sono emersi chiaramente i lineamenti del furfante. Con due amici si era messo “a caccia” della bici e nel tragitto che lo aveva separato dal bar alla stazione ferroviaria erano stati anche avvisati i carabinieri. Di sicuro il 40enne non si aspettava quanto sarebbe successo di luì a poco. Individuato il ladro, un marocchino di 32 anni, residente a Nogara, gli ha chiesto la restituzione della mountain bike ma quello ha reagito malissimo: pugni e calci, più volte, su tutto il corpo, compresa la testa. A causa dei colpi il 40enne è rovinato sull’asfalto, battendo violentemente la testa contro una rastrelliera delle bici. E il tutto a pochi metri da alcuni passanti e dagli amici che lo avevano accompagnato. Dopo l’udienza di convalida dell’arresto davanti al giudice il 32enne era stato rilasciato.

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