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Aumento esponenziale dei profughi in Veneto: si fa strada l'ipotesi delle caserme

Si è discusso di questo problema alla Prefettura di Venezia, con i rappresentanti dei sette capoluoghi; avanzata la possibilità di coinvolgere il Ministero della Difesa. E' stato, inoltre, chiesto lo stato d'emergenza

E' allarme profughi: in Veneto, ai 150 già previsti, se ne aggiungeranno a breve altri cinquecento. Ormai si è di fronte a una vera e propria emergenza, ma si stenta a trovare soluzioni adeguate. L'ultima ipotesi è quella di accogliere gli immigrati nelle caserme militari o di allestire tendopoli. Questo è quanto è emerso ieri nella Prefettura di Venezia; erano presenti all'incontro il presidente della Regione Luca Zaia, i presidenti delle sette Province venete, con i rispettivi prefetti, e i rappresentanti dei sette Comuni capoluogo.

Gli arrivi sono ormai diventati ingestibili, e il peggioramento della situazione libica non ha fatto altro che aggravare ulteriormente lo stato delle cose. La Prefettura di Venezia ha reso noto che la ripartizione degli immigrati su base provinciale, per i 150 previsti nei giorni scorsi, prevede che 32 di essi arrivino a Padova, 35 a Treviso, 33 a Venezia, 29 a Verona e 21 a Vicenza. Ma altri cinquecento, come si è detto, sarebbero già in arrivo, e Verona si troverebbe dunque a dover far fronte ad almeno altri cento immigrati. Antonio Pastorello, presidente della Provincia, come riporta "L'Arena", ha dichiarato che è stato chiesto al Governo lo stato d'emergenza, soprattutto in virtù dell'aumento esponenziale di arrivi dell'ultimo periodo. E il presidente della Provincia ha auspicato, nel corso della riunione di ieri, assieme ai suoi colleghi, il coinvolgimento del ministero della Difesa, affinché si trovino soluzioni alternative (caserme militari e tendopoli in primis). Per Pastorello (sempre da "L'Arena") è chiaro che ormai siamo in guerra ed esorta il presidente Renzi a mettere delle navi italiane sulle coste per individuare gli scafisti con i profughi ed evitare nuovi sbarchi.
 

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