Verona, Atv riporta in attivo il bilancio e assume centinaia di persone ma rinuncia agli scuolabus

Grande soddisfazione deriva dall'aver risanato il bilancio, che nel 2011 era in rosso per 3,2 milioni. Gli utili ora salgono a 2,5 milioni. Considerato troppo oneroso il trasporto pubblico degli studenti in provincia

Con un valore della produzione che sfiora i 70 milioni ed un utile record ante imposte di 2,5 milioni, l’assemblea di Atv ha approvato il bilancio 2013 dell’azienda scaligera di trasporto pubblico. Un risultato ritenuto "eccellente", anche sulla base delle 60 nuove assunzioni di autisti solo nel 2013, destinate ad arrivare a un centinaio entro la metà del 2014, prevedendo nel contempo un consistente piano di investimenti per l’acquisto di nuovi autobus ecologici. “In un panorama di generale e gravissima difficoltà del settore del trasporto pubblico – commenta con soddisfazione il presidente Massimo Bettarello - credo che la nostra sia l’unica azienda di trasporto in Italia che può vantare di aver messo in campo un piano di nuove assunzioni di questa portata, contenendo nello stesso tempo le spese per il personale". Grande soddisfazione deriva dall'aver risanato il bilancio, che nel 2011 era in rosso per 3,2 milioni.

“Significativi poi – spiega il direttore generale Stefano Zaninelli – i risparmi gestionali, in particolare sul fronte del costo dei servizi, che diminuiscono di 619 milioni rispetto al 2012. Si è infatti risparmiato sul costo delle assicurazioni e sui servizi di pulizia, a seguito dell’aggiudicazione di nuove gare, e notevoli risultati si sono ottenuti sul fronte della formazione e dell’aggiornamento del personale, passata dalle 7mila ore del 2012 alle 28mila 500 ore del 2013, effettuate soprattutto con docenze interne. Atv inoltre ha assunto il ruolo di capofila nel progetto del Comune di Verona di attivazione di un Polo formativo con l’intento di potenziare le attività di formazione interna delle partecipate Atv, Amia e Agec”. I risparmi, però si sono tradotti anche in qualche taglio. Soprattutto quello sugli scuolabus, cui l'azienda di trasporti ha dovuto rinunciare in molti comuni. Si è passati così da "coprire" quasi l'intera provincia, a soddisfare solo i servizi nei comuni più grandi come Verona, San Giovanni Lupatoto, Negrar e l'Est Veronese. Questo perchè, come spiega Bettarello sul Corriere Veneto,

organizzare questo servizio a noi costa molto più dei privati, spesso padroncini, soprattutto nei piccoli centri. Dobbiamo chiedere almeno 3,50 euro a chilometro, e non possiamo abbassare il prezzo. Altri possono offrire lo stesso servizio alla metà

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