Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Castel d'Azzano / Via Roma

Verona, attentato terroristico a Tunisi: due veronesi piombano nell'inferno e si salvano per miracolo

C'erano anche due coniugi di Castel d'Azzano nella comitiva di turisti che aveva prenotato la visita al museo del Bardo. Avevano festeggiato i 15 anni di matrimonio con una crociera. I figli erano rimasti sulla nave

C’erano anche due veronesi in quello che è stato chiamato “inferno di Tunisi”. L’attentato terroristico con assalto armato al museo del Bardo, frequentato da centinaia di turisti ogni giorno, ha provocato decine di morti (21 quelli accertati) e decine di feriti. E da quella nave da crociera, la “Costa Fascinosa”, erano scesi  anche due coniugi di Castel d’Azzano: Mauro Forante, 41 anni, e la moglie Luana Rossato, 37. Erano in viaggio per festeggiare i 15 anni di matrimonio assieme ai figli Giulia e Nicolò. A vivere la tremenda esperienza sono stati i due adulti, come spiega L’Arena. La visita al museo era stata organizzata all’interno del viaggio che aveva toccato Tunisi. Avevano prenotato i biglietti, erano saliti sul pullman che li aveva portati all’ingresso del museo. Poi si è scatenato il putiferio.

La donna racconta il suo terrore sulle pagine del quotidiano locale. Verso le 12e30, quando il mezzo aveva aperto le porte, era arrivata la prima scarica di mitra. vengono colpiti la guida e l’autista e nel pullman, pieno di italiani, si dissemina il panico. Dal racconto della signora veronese emerge che due vengono feriti a morte. I più vicini alle porte. Dentro il mezzo, tra i sedili, rimbombano gli spari. I turisti si stringono l’uno con l’altro per sperare di passare indenni l’incubo. Poi arriva la polizia e le squadre antiterrorismo sono di là da venire. L’intervento veloce delle Forze dell’ordine mette in salvo i molti superstiti. Un soccorso immediato ha scongiurato che la strage contasse un bilancio ben più grave. I turisti italiani e i due coniugi veronesi vengono trasferiti nella vicina caserma della polizia e attendono l’intervento della diplomazia italiana che sul momento stenta ad arrivare. Viene chiamata l’ambasciata per trovare conforto e spiegazioni. L’incubo sembra finire verso le 17e30, quando la comitiva viene riportata alla nave su un mezzo blindato.

IL RACCONTO - A ribadire la terribile esperienza è stata la stessa 37enne sul profilo Facebook personale, anche per tranquillizzare i conoscenti: "Siamo vivi ... grazie a tutti ... non è stata una splendida giornata come potete immaginare però l'importante è essere qui a parlarne...." ha spiegato la donna sul social network.

"La cosa vergognosa in assoluto è che nessuno dell'ambasciata italiana a Tunisi ha pensato di venire a vedere se stavamo bene o avevamo necessità di qualcosa .... evidentemente è normale per loro che durante una escursione ti sparano addosso tre terroristi .... E poi dopo 5 ore di sofferenza senza sapere cosa stesse accadendo nella speranza che tutti stessero bene ... ti scortano con il carroarmato fino al porto per farti risalire in nave e .... il personale Costa che ti accoglie .... dove sta? Nessuno che ci aspettasse e ci chiedesse se andava tutto bene. Pure il tragitto fino alla nave abbiamo dovuto trovarlo da soli".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Verona, attentato terroristico a Tunisi: due veronesi piombano nell'inferno e si salvano per miracolo

VeronaSera è in caricamento