Verona, assillo della Rai verso le imprese e gli artigiani per pagare il canone: c'è la soluzione

Sono numerose le telefonate e le mail di piccoli e medi imprenditori che da giorni giungono alle associazioni di categoria: "Si viene portati a pensare che sperino nell’errore di qualcuno, soprattutto in questo periodo carico di scadenze"

foto web

“Siamo un'autofficina di riparazione auto, non utilizziamo il canale Rai per il nostro lavoro e non abbiamo strumenti atti alla ricezione del segnale tv eppure, oggi, la Rai è tornata all’attacco con un nuovo sollecito di pagamento. Cosa facciamo?”. Sono numerose le telefonate e le mail di questo tono che da giorni giungono a Confartigianato da parte di soci confusi ed alterati.

Un vero e proprio assillo che Confartigianato Verona ha deciso di contrastare predisponendo innanzi tutto un fax-simile di raccomandata da inviare alle sedi Rai di Roma (Direzione amministrazione abbonamenti) e del Veneto, con cui ogni impresa possa dichiarare una volta per tutte che: “In base alla normativa vigente e con riferimento alla vostra lettera… segnala di non essere in possesso degli apparecchi soggetti al pagamento dell’abbonamento speciale in oggetto e di non essere, pertanto, tenuto al pagamento della somma richiesta”. 

“Sono anni che questa storia va avanti – dichiara Andrea Bissoli, presidente di Confartigianato Verona –, come una sorta di molestia. Io stesso, titolare di un’impresa del settore legno artistico, ho ricevuto la raccomandata nei giorni scorsi. Questa prassi di considerare ogni soggetto un potenziale utente non abbonato deve finire. Dopo le nostre proteste e prese di posizione di qualche anno fa, la Rai predispose una ‘nuova’ comunicazione, più chiara ed emendata delle parti che erano state oggetto di contestazione basata sull’assurdità di chiedere il canone a fronte di un accesso internet o della presenza di un computer. Nonostante ciò, continuiamo a considerare inammissibile che la Direzione Amministrazione Abbonamenti stia contattando nuovamente le imprese. Si viene portati a pensare che sperino nell’errore di qualcuno, soprattutto in questo periodo carico di scadenze. Una più, una meno, sembra che, come si suol dire, ci stiano provando”.

COME AFFRONTARE IL DISAGIO - L’indicazione di Confartigianato Verona è chiara: i titolari d’impresa che non possiedono in azienda strumenti atti alla ricezione (apparecchi radiofonici, televisivi, decoder o videoregistratori) devono rispondere (come peraltro richiesto al terzo paragrafo della lettera Rai), attraverso la cartolina preaffrancata, specificando nello spazio “eventuali altre comunicazioni” di non essere tenuti al pagamento della tassa in quanto sprovvisti degli apparecchi ad essa soggetti; in secondo luogo, inviare, per sicurezza, anche la raccomandata predisposta dalla stessa associazione e disponibile su richiesta, inviando una mail all’indirizzo info@artigianiupa.vr.it.

“Pagare il canone Rai – conclude Bissoli - è un obbligo per tutti coloro che dispongono, in azienda, di apparecchi radio e televisivi. Noi contestiamo, ancora una volta, il metodo e la mancanza di chiarezza nella comunicazione, inviata indiscriminatamente a tutte le imprese”.

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