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Verona, assalto sessuale mentre lava i piatti: la palpeggia e si struscia con gli amici fuori a far festa

L'episodio a Malcesine durante una grigliata organizzata dalla padrona di un casolare. Appena lei entra in cucina viene ragggiunta dal conoscente di 62 anni che comincia a toccarla nelle parti intime e mima un rapporto

Un vero e proprio assalto in cucina per avere un rapporto sessuale con lei. E’ quanto ha ricostruito il pm di Verona in relazione all’episodio di cui era rimasta vittima una donna, nella sua casa di Malcesine, il 14 maggio 2011. Lei aveva invitato gli amici per una grigliata in compagnia ma uno di questi, 62 anni, si era spinto molto oltre gli apprezzamenti per la buona cucina della padrona di casa. L’uomo, al termine del processo di martedì scorso, è stato condannato a un anno e dieci mesi (pena sospesa) e al pagamento di 8mila euro di multa come risarcimento danni. L’accusa era di tentata violenza sessuale e violenza sessuale, per cui il pm aveva chiesto una condanna a 3 anni e 3 mesi di reclusione. L’episodio si era verificato in un casolare situato a Pastagno di Malcesine, durante una giornata tra amici, tra cui il 62enne. La donna, proprietaria dello stabile, stava lavando i piatti quando, in base a quanto riferito dal pm, avrebbe subito molestie dall’uomo. Non è dato sapere se fosse stato un “raptus”, fatto sta che la vittima raccontò di essere stata raggiunta da dietro, afferrata e palpeggiata nelle parti intime. Si strofinò addosso a lei, mimando persino un rapporto sessuale e infine cercò di trascinatala in camera da letto e di slacciarle i pantaloni. Come spiega L’Arena,

Lei si divincolò, urlò e si buttò a terra. Fece in tempo a impugnare una scopa e a colpire il sessantenne che uscì dicendole che era una donna di scarsa qualità e lei gli rispose che era un maiale.

Quando il padrone di casa entrò in cucina per la rabbia ruppe un bichiere ma non disse nulla all'ospite che aveva mancato di rispetto alla sua fidanzata. Le persone presenti alla grigliata, chiamati a deporre, hanno negato di aver sentito toni di voce alterati, hanno detto di averla vista uscire chi «malinconica», chi «in lacrime» e chi «arrabbiata». Niente urla. Ma il racconto della donna, indipendentemente dalle testimonianze, è stato ritenuto credibile.

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