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Verona, assaltano con la pistola due sale slot e fuggono: il "commando" di 5 viene sgominato

Rapinatori seriali in manette dopo mesi di indagini: avevano messo a segno un colpo a Zevio e uno a San Giovanni Lupatoto con le stesse modalità. Tre di loro finiscono in carcere, gli altri due ventenni denunciati

Mesi di indagini per arrivare all'identificazione. Ma alla fine i carabinieri di Verona sono riusciti a dare nome e cognome ai rapinatori seriali di due sale giochi veronesi. In manette sono finite cinque persone di cui tre già in carcere. Risalgono infatti allo scorso novembre gli assalti a mano armata alla "Zevio slot" in via Santa Toscana, a Zevio appunto, e alla "Galileo slot" in piazza Zinelli a San Giovanni Lupatoto. Gli episodi criminali, per le modalità e la  spregiudicatezza degli autori avevano destato un certo allarme.

Molto simili i due colpi avvenuti sfruttando il buio serale.. Nel primo, del 17 novembre, avevano affrontato il titolare della sala con una pistola. La ricostruzione dell'episodio l'aveva fornita ai carabinieri di Verona la stessa vittima. Ma a confermare ci sono le telecamere. Erano circa le 19e40 quando nella sala giochi "Zevio Slot", in pieno centro, due uomini, coperti da passamontagna, avevano fatto irruzione puntando l'arma contro il titolare dell'attività. Brevissimi gli istanti per la rapina flash. Come nei film: "Questa è una rapina", "Dammi tutti i soldi che hai in cassa". Nessuna violenza, solo minacce. All'esterno c'erano i complici ad aspettarli, alcuni a fare da palo e altri nell'auto per la fuga. Del tutto analoghe le modalità della rapina a San Giovanni Lupatoto del 23 novembre.

I cinque uomini del "commando" sono due fratelli napoletani, originari di Torre del Greco, uno di 34 anni, pluripregiudicato e residente a Mantova, e l'altro di 26, domiciliato a Zevio. Abitava a Zevio anche il 48enne casertano, loro complice. Nei guai, ma fuori dal carcere, anche un 24enne e un 20enne che, scarcerato, è stato sottoposto all'obbligo di dimora.

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