Verona, Arsenale svenduto ai privati? L'ira di Tosi: "Settis pontifica senza studiare, il progetto è diverso"

Dura replica del sindaco dopo le osservazioni dell'archeologo e storico dell'arte comparse su "La Repubblica": "Stiamo cercando di ristrutturare e riqualificare l’intera struttura, senza cedere la proprietà di neanche un metro quadrato"

Ha risposto con la più decisa delle posizioni, il sindaco Flavio Tosi, alle osservazioni di Salvatore Settis riportate su un articolo uscito per La Repubbica, due giorni fa. Una nota diffusa dal Comune di Verona, a sua firma, ha voluto mettere nero su bianco tutte le presunte imprecisioni in merito all'Arsenale, eretto a simbolo della svendita degli edifici storici dei Comuni ai privati.

"Il professor Salvatore Settis - ha spiegato Tosi - ha pontificato 'ex cathedra' senza però studiare a sufficienza, dimostrando, da buon archeologo, che la sua conoscenza delle procedure amministrative risale a un tempo passato e che la sua confusione in materia gli fa scambiare una “concessione” per una “cessione”. Quello che il professore non sa è che l’Arsenale asburgico di Verona oggi è utilizzabile senza limitazioni solo per il 21 per cento della struttura coperta, che il 47 per cento è inagibile, che il resto è utilizzabile solo con limitazioni e prescrizioni legate allo stato dello stabile o addirittura pericolante. Se l’amministrazione comunale avesse 50 milioni di euro a bilancio non saremmo qui a parlarne ma i lavori di riqualificazione sarebbero già in corso".

Continua Tosi: "L’amministrazione comunale sta cercando di intervenire al fine di ristrutturare e riqualificare l’intera struttura, senza cedere ad alcun privato, contrariamente a quanto lui afferma, la proprietà di neanche un metro quadrato: noi stiamo valutando un progetto in collaborazione con privati che permetta di riqualificare e ristrutturare l’intero manufatto, per farlo diventare un volano culturale, sociale, turistico, economico per l’intera città con circa la metà dell’intero manufatto ad uso completamente pubblico, con tutte le aree verdi a disposizione dei cittadini e dei turisti, permettendo la realizzazione all’interno della rimanente parte della struttura di attività funzionali all’intero manufatto".

"Quello che Settis non sa è che, nell’ipotesi che stiamo valutando, l’intera proprietà rimarrà del Comune di Verona, non c’è un metro quadrato di nuda proprietà che venga ceduto a chicchessia e comunque, anche se fosse gestito completamente dal Comune, sarebbe necessario inserire strutture o servizi necessari alla fruizione di alto livello e qualità prevista per l’Arsenale. Quindi è male informato, forse avrebbe fatto meglio a sentire anche la nostra campana: gli avremmo potuto spiegare, inoltre, che anche la Giunta di centrosinistra che aveva commissionato il progetto Chipperfield da lui decantato, ha provato, senza successo, nel 2006, a realizzare un project financing con investitori privati per la Corte centrale della struttura: project che prevedeva attività commerciali (ristoranti, bar ecc.) come quello che stiamo portando avanti noi".

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