Cronaca Villafranca di Verona / Via Roma

Verona, agli arresti domiciliari taglia braccialetto elettronico e la riacciuffano: ragazza torna in carcere

Il giudice le aveva concesso di tornare a casa con obbligo di indossare la cavigliera, una specie di “transponder” con il quale i carabinieri di Villafranca potevano conoscere in ogni momento la sua posizione

Tornata a casa dal carcere dopo che era stata arrestata per scippo ai danni di una 70enne non ce l’aveva fatta a resistere e, dopo aver tentato l’evasione dai domiciliari, ha pensato bene anche di tagliare il braccialetto elettronico che consente alle Forze dell’ordine di rintracciarla. Sarebbe per questo durata pochissimo la permanenza fuori dalla cella di Sarah Laaboubi, finita nei guai nel novembre 2013 assieme al suo fidanzato, Stefano De Martinis. Il giudice aveva disposto per lei gli arresti domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico, una specie di “transponder” con il quale i carabinieri della centrale operativa di Villafranca potevano conoscere in ogni momento la sua posizione. In realtà l’arrestata non poteva nemmeno uscire di casa senza autorizzazione. Così quando era “evasa”, salendo sul tetto, l’allarme è scattato facendo intervenire i militari dell’Arma. Il braccialetto è stato ritrovato sul posto e lei si è discolpata dicendo che l’aveva levato per fare la doccia. Un’ipotesi che non deve aver convinto molto la pattuglia, dato che il bracciale sembrava essere stato reciso con una forbice. La ragazza è stata così riportata dietro le sbarre. Era stata arrestata dopo che la polizia l’aveva individuata a seguito di uno scippo.

Secondo le indagini di aprile della polizia di Verona con il fidanzato avrebbe messo a segno almeno due rapine a bordo di uno scooter: si erano affiancate alla vittima in bicicletta e le avevano strappato la borsa. Reati messi a segno a Verona, secondo gli investigatori: lo scooter utilizzato in buia XX Settembre venne ritrovato in via Alto San Nazaro, completo dei caschi in cui sono emerse le impronte dei due fidanzati del furto. Altre prove erano arrivate dall’esame delle telecamere della zona. I due erona stati arrestati, lei finì prima in cella e poi ai domiciliari, lui in carcere a Montorio. Come segnala L’Arena, era stato l’avvocato della ragazza a farle concedere l’uso della cavigliera di sicurezza per farla tornare a casa. I tecnici della Telecom avevano nel frattempo tarato il dispositivo sulla base della planimetria della casa. Ma, a quanto pare, nemmeno questo è bastato per farle risparmiare i giorni in gattabuia con l’accusa di “evasione dagli arresti”.

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