Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Truffatore latitante dal 2011 arrestato a Verona. E lui si complimenta con gli agenti

Aveva tentato di raggirare gli addetti agli sportelli delle poste con un assegno falsificato a regola d'arte, ma è stato catturato con un agguato attentamente pianificato dagli investigatori

Con un’indagine avviata nel mese di marzo e scaturita da una segnalazione giunta dalle Poste Italiane di Verona, la polizia postale di Verona ha tratto in arresto un uomo nato in Uruguay, classe 1958, già latitante dal 2011, quando era stato colpito da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e per il quale si era allontanato da Locri facendo perdere le sue tracce. Particolare questo emerso in occasione dell’arresto avvenuto per un tentativo di truffa che il latitante, durante il mese di marzo, ha posto in essere ai danni di un ufficio postale della provincia di Verona. Motivo per il quale è stato deferito all’autorità giudiziaria scaligera per i reati di tentata truffa, falsità in documenti equiparati agli atti pubblici, sostituzione di persona e possesso e fabbricazione di documenti d’identificazione falsi.

TUTTE LE RECENTI TRUFFE IN PROVINCIA

LA TRUFFA - Tutta la vicenda nasce agli inizi del mese di marzo quando il malvivente, utilizzando identità e documenti falsi, apre un conto corrente presso un ufficio postale sul quale versa, per l’incasso, un assegno circolare della Banca Antonveneta di ben 1.700.000 euro, titolo intestato ad un altra identità adottata ad hoc dal truffatore per aprire il predetto conto. L’inusuale e consistente somma di denaro ha insospettito il personale dell’ufficio postale i cui referenti hanno immediatamente provveduto a comunicare il fatto sospetto alla polizia postale di Verona, anche se l’assegno aveva superato il lettore digitale di validazione dei titoli di credito senza attivare nessuna segnalazione di allerta. Gli investigatori della specialità, una volta intervenuti, hanno effettuato gli accertamenti del caso che hanno permesso di constatare la falsità del titolo. Dopo alcuni giorni il truffatore, ignaro delle indagini in atto sul suo conto da parte della polizia, inizia a contattare in più occasioni l’ufficio postale chiedendo notizie relative all’accredito della somma, fino a giungere allo scorso 16 marzo data in cui, non ricevendo informazioni soddisfacenti, riferisce a quel personale che si sarebbe recato nella mattinata dello stesso giorno presso l’ufficio postale per avere notizie più precise in merito all’incasso dell’assegno.

L'ARRESTO - Dopo la telefonata le poste hanno informato gli agenti della polizia postale di Verona che hanno organizzato un servizio di osservazione per un più discreto e facile controllo di tutta la zona a cura degli investigatori della polizia postale i quali si sono agevolmente confusi con le decine di persone presenti in loco per il consueto mercato del sabato mattina. Non appena riconosciuto il soggetto, dopo aver notato che stava effettuando molteplici passaggi per controllare se vi fosse la presenza della polizia, i gli agenti hanno provveduto a fermarlo e controllarlo. Il fermato immediatamente ha riferito di avere con sé solo documenti di identità falsi. In effetti l’uomo è stato trovato in possesso di due carte d’identità, una patente di guida e un codice fiscale falsi oltre a tre carte bancarie legate a conti correnti attivati con false identità. I successivi accertamenti, e le conseguenti operazioni di foto-segnalamento, hanno confermato l’identità del latitante che aveva a carico molteplici precedenti penali e un provvedimento di cattura per l’esecuzione di un ordine di carcerazione emesso il 15.07.2011 dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, per espiare la pena di anni 3 e mesi 11 di reclusione per il delitto di ricettazione. L’uomo dopo i controlli di rito, è stato accompagnato presso il carcere di Verona Montorio in esecuzione del provvedimento di cattura, e denunciato alla autorità giudiziaria scaligera per il tentativo di incassare l’assegno falso nonché per gli altri reati che sono stati accertati. Prima di lasciare gli uffici della polizia postale di Verona il truffatore si è anche complimentato con gli agenti per la loro professionalità e per essere stati così bravi nel sapersi mimetizzare tanto da non far capire che erano lì da tempo ad aspettarlo.

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