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Lazise, "appalti truccati" per il verde pubblico: congelati 70mila euro

La Procura ordina il sequestro preventivo sui conti degli indagati coinvolti nell'inchiesta: nel mirino il capufficio del settore tecnico e sei vivaisti. Accuse dalla truffa all'abuso di ufficio

Si allarga ai conti correnti l'inchiesta sugli appalti pubblici di Lazise. Ad essere congelati dall'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari, Isabella Cesari, sono 70mila euro scovati nei depositi dell'ex capufficio comunale Giuseppe Zanini e di sei vivaisti, coinvolti, a vario titolo, nelle indagini. Agli indagati sono stati bloccati i fondi dai carabinieri della stazione locale, su proposta del pm Valeria Ardito. Le accuse vanno dalla truffa ai danni del Comune alla turbativa d'asta, fino all'abuso di ufficio. Si tratta di una mossa preventiva, quella disposta dalla Procura, ad evitare che i soldi spariscano anche dai conti correnti degli indagati. A conclusione dell'inchiesta poi seguirà, eventualmente, lo sblocco dei soldi o il definitivo sequestro a beneficio dell'amministrazione comunale.

ARRESTATO DI TRUFFA AI DANNI DEL COMUNE: ARRESTATO CAPUFFICIO TECNICO

L'inchiesta riguarda principalmente appalti su manutenzione del verde e delle aiuole pubbliche del territorio comunale. Nel mirino degli investigatori coordinati dal capitano Mario Marino, come riportano i quotidiani locali, ci sarebbero giardini, parchi giochi, impianti sportivi, spartitraffico e rotonde: tutti lavori aggiudicati da cinque imprese per appalti che vanno dai 4mila ai 19mila euro. Il pm Ardito ipotizza che la condotta con la quale venivano affidate le opere fosse "illecita": per importi inferiori ai 20mila euro, il regolamento comunale dispone che si possa procedere all'aggiudicazione diretta. Così facendo, tuttavia, non potevano partecipare sistematicamente alle gare d'appalto le altre imprese interessate ai lavori. Cinque i casi di turbativa d'asta finora accertati per i lavori poi finiti ai due imprenditori vivaisti.

BUFERA ALL'ECONOMATO - Altri 75mila euro riguardano invece un altro caso, sempre interno al Comune di Lazise, su cui i carabinieri stanno tentando di far chiarezza. A finire nel registro degli indagati è stato Mauro Antonelli, ragioniere responsabile dell'Economato. Anche in questo caso l'accusa è grave e connessa direttamente alla grande somma di denaro che, secondo i militari dell'Arma, avrebbe distratto all'ente pubblico: la Procura ipotizza il reato di peculato. Sarebbero spariti almeno 75mila euro, ma si suppone che la cifra possa arrivare a sfiorare i 100mila, tra il 2006 e il 2011. Un vero e proprio mistero, su cui è stato interrogato lo stesso Antonelli, che agli inizi di luglio era stato interrogato in caserma a Lazise. Come spiega l'Arena, il ragioniere non è stato allontanato dal suo ufficio in municipio.

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