Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, appalti e malavita: "Un killer può colpire a Verona". Obbiettivo? L'ex presidente Agec, Croce

Secondo le indiscrezioni di un pentito, raccolte da giornalista del "Fatto quotidiano", un sicario proveniente dalla Germania sarebbe pronto ad agire contro il "grande accusatore" del sindaco Tosi

"Un sicario si aggira per la città di Tosi". Alla presentazione delle maschere di Carnevale, in municipio, il sindaco aveva indossato un giubbotto antiproiettile. Una provocazione che poi è finita su agenzie di stampa e foto nei giornali. C’era il “Papà del Gnoco” e altri figuranti e in mezzo lui, Flavio Tosi, vestito come in una zona di guerra. Ha risposto con un gesto plateale e il sorriso sulle labbra, il primo cittadino, alle indiscrezioni pronunciate dal giornalista de “Il fatto quotidiano”, Paolo Tessadri, da tempo in lotta, anche giudiziaria, con l’amministrazione comunale. L'inchiesta sarebbe prossima alla pubblicazione.

Durante un incontro organizzato dal Partito democratico scaligero, all’indomani degli scandali Agec e dell’arresto dell’ex vicesindaco Vito Giacino, Tessadri ha confessato il risultato di un colloquio intrapreso con un collaboratore di giustizia che gli avrebbe raccontato oscure trame e i piani della ’Ndrangheta calabrese in città. Infiltrazioni mafiose, poi snocciolate anche nella puntata della trasmissione tv “Report”, su Rai3, e su cui si sta agitando un polverone. Tessadri sarebbe dunque andato oltre alle indiscrezioni rilasciate al giornalista Sigfrido Ranucci (già querelato da Tosi stesso per “diffamazione”), descrivendo il piano di un presunto killer sull’ex presidente di Agec, Michele Croce.

Il sicario, napoletano residente in Germania, avrebbe indicato lui come obbiettivo, viste le numerose accuse mosse all’amministrazione comunale in questi ultimi mesi, dalle pagine del suo blog “Verona Pulita”. Ma se Tosi (pare) prenderla alla leggera, lo stesso non si può dire dei presunti obbiettivi: a Croce, come spiega il Corriere Veneto, è stata affidata una scorta. “Tutto ciò  - ha riportato sul blog Croce - catapulta Verona in uno stato di attonito sgomento generale. Ma ciò che preoccupa maggiormente è il silenzio assordante di chi dovrebbe governarci.In tal senso è forte l’accorato appello di Verona Pulita nei confronti di sindaco e Giunta affinché diano finalmente risposte ed eliminino quel senso di angoscia che pervade la nostra città avvolta quotidianamente da notizie di gravità inaudita e dai contorni malavitosi. A tutela dei cittadini e a difesa dell’onore della Città, aspettiamo al più presto secche smentite da parte di chi ci amministra. Purtroppo però, le informazioni provengono da più fonti e tendono a sovrapporsi generando il medesimo minimo comun denominatore: Verona è al centro di bufere mediatiche e di continue inchieste della Procura forse proprio perchè estremamente corrotta e invischiata in situazioni malavitose”.

Ai timori degli inquirenti, tuttavia, si contrappone l’ironia pungente dei “tosiani”, sul quotidiano locale. Al vicepresidente della Provincia, Fabio Venturi, viene addirittura da “sorridere”

«Detto che non mi pare che la 'ndrangheta abbia grossi collaboratori di giustizia, visto che sono tutti zitti di solito, mi pare davvero strano che questo supertestimone vada a parlare con dei giornalisti. Più che un supertestimone, mi pare un superchiaccherone. E anche questo killer, partito addirittura dalla Germania per venire qui, che fine ha fatto? Mi complimento però con chi ha avuto la fantasia di riuscire a raccontare questo reality: se fosse un romanzo, credo che lo leggeri volentieri». Nessuna preoccupazione insomma? «Direi proprio di no. Mi sembra tutto molto grottesco: più che paura, mi vien da sorridere».

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