Cronaca Peschiera del Garda / Via Roma

Verona, antiquario veronese sequestrato in aeroporto a Mosca per 10 ore: il caso dal ministro

La vicenda, che riguarda Ubaldo Procope, esperto di icone russe residente a Peschiera del Garda, risale al 2 aprile scorso ed è finita nelle scorse ore sul tavolo romano degli Affari Esteri su sollecitazione di un'onorevole veneto

Era stato fermato e trattenuto contro la sua volontà per oltre dieci ore all'aeroporto straniero, senza alcuna assistenza e informazione. Le autorità doganali allo scalo di Mosca-Domodevo gli avevano anche sequestrata la merce regolarmente acquistata e diretta alla commercializzazione in Italia, con tanto di autorizzazione all’esportazione.

La vicenda, che riguarda Ubaldo Procope, cittadino italiano e antiquario esperto di icone russe residente a Peschiera del Garda, risale al 2 aprile scorso ed è finita nelle scorse ore sul tavolo del ministro degli Affari Esteri, Federica Mogherini, a seguito di un’interpellanza presentata dall’onorevole Alessandro Zan, deputato veneto di Sel, Sinistra, ecologia e libertà. Infatti, secondo quanto reso noto dall’uomo, che si è rivolto a Zan per un intervento parlamentare e secondo quanto comprovato da diversa documentazione, gli sarebbe stato impedito di imbarcarsi nel volo che lo avrebbe riportato da Mosca a Verona e gli sarebbero state sequestrate 13 icone russe acquistate al Vernisage di Mosca, nel complesso artigianale di Ismailovskoje, e destinate alla commercializzazione nel nostro Paese.

“Le opere d’arte sembrano essere state regolarmente periziate su incarico del Ministero russo e sembrano essere state esperite correttamente tutte le procedure previste dalle disposizioni legislative locali e in particolare dalla normativa periziale nonché dalle norme internazionali inerenti l’esportazione di merci dirette al commercio estero. Tuttavia - spiega Zan - le autorità doganali di Domodevo hanno fatto eseguire un’ulteriore perizia dalla criminologia doganale che contrasterebbe con quella operata dagli esperti incaricati dal ministero russo e vieterebbe la riconsegna del materiale all’antiquario di Peschiera, che si ritrova tuttora, seppure liberamente rientrato in Italia, senza alcuna assistenza e senza la possibilità di tornare in possesso delle icone di sua proprietà. So che della vicenda è informato anche il Console generale d’Italia a Mosca - prosegue il deputato di Sel - che mi auguro voglia intervenire al più presto, d’intesa con il ministro Mogherini, al fine di chiedere conto con urgenza, alle Autorità russe, di quanto occorso al nostro connazionale".

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