Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Corso Porta Nuova

Truffa e appropriazione indebita. Andrea Diprè sul banco degli imputati a Verona

Il 45enne, noto personaggio del web, avrebbe raggirato due aspiranti pittori veronesi, promettendo loro alcune comparsate televisive delle loro opere dietro il pagamento di alcune somme di denaro

Finito sotto i riflettori per motivi forse discutibili, come alcune interviste borderline visibili sul web o per essersi presentato su alcune reti locali venete in compagnia di una ragazza con abiti succinti negli anni '80, Andrea Diprè, 45 anni e nato a Tione di Trento, dovrà rispondere delle accuse di truffa e appropriazione indebita al tribunale di Verona. 
Dipré negli ultimi giorni è tornato nuovamente alla ribalta per l'annuncio dato a diversi giornali e siti di gossip del suo imminente matrimonio con la quantomeno ambigua Sara Tommasi. Ma a quanto pare il 45enne, oltre che dei preparativi delle nozze, dovrà anche occuparsi della sua difesa. Secondo il Corriere di Verona, a trascinarlo in aula sarebbero stati due aspiranti pittori veronesi, raggirati dall'avvocato trentino che gli avrebbe promesso una serie di "comparsate televisive" mai avvenute, nonostante lui si fosse effettivamente intascato i soldi previsti come compenso. In televisione sarebbero dovuti apparire quadri e opere dei presunti artisti, che speravano così di promuoverli e fare il tanto sospirato salto di qualità.
Ieri mattina quindi, al secondo piano del tribunale si è aperto il processo a suo carico. L'imputato però in aula non si è fatto vedere: si trattava infatti di un'udienza lampo che è stata subito rinviata a dicembre quando si entrerà nel merito della vicenda. L'inganno prima citato quindi, costa a Diprè la doppia imputazione in aula di truffa e appropriazione indebita. Scendendo nel particolare, e stando all'atto d'accusa su cui si basa il processo, alla donna costuitasi come una delle due parti offese, il 45enne "assicurava di mandare in onda sui canali televisivi di cui aveva la disponibilità (sia su piattaforma SkY che sul digitale terrestre) i video, da lui girati, raffiguranti le opere pittoriche per un ammontare di ore pari a 1.400, inducendola in errore e procurandosi l’ingiusto profitto pari a 3.300 euro in contanti, oltre a quattro assegni postali compilati per un importo complessivo di 3.700 euro, più due assegni circolari del valore complessivo di 9mila euro nonché quattro assegni postali rilasciati in bianco che la parte offesa gli consegnava in più circostanze". Secondo il capo d'imputazione poi, l'accusa sarebbe aggravata dall'aver provocato alla donna un danno rilevante e di aver "approfittato della parte offesa che si trovava in una situazione di particolare sofferenza psicologica". Questi episodi, secondo le ricostruzioni eseguite dalla magistratura, si sarebbero verificati a Verona tra l’aprile e l’agosto 2011. 
Stesso trattamento riservato da Diprè anche alla seconda persona, un aspirante pittore di Zevio che gli avrebbe consegnato 500 euro in contanti e assegni compilati per un totale di 6mila euro. Soldi che, sempre secondo il pm, il 45enne si è intascato senza poi mantenere le proprie promesse. 
 

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